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Il prefetto: «Qui non mette piede ma spetta al ministero licenziarla»

Leonardo Grilli
Il prefetto: «Qui non mette piede ma spetta al ministero licenziarla»

Maria Grazia Forte dopo la sentenza di primo grado di ieri mattina «Abbiamo interessato della vicenda anche la Corte dei Conti» 

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l’intervista

Lo scandalo del giro di mazzette ha colpito l’immagine della prefettura di Reggio Emilia ed è, ancora, una ferita aperta per l’istituzione di Palazzo Allende. Una macchia che, seppur lavata via dall’inchiesta della procura e dal lavoro svolto dai dipendenti per rimediare ai danni lasciati da Sonia Bedogni, irrita ancora i dirigenti dell’ente.

Così come l’irritazione è lo stato d’animo che trapela dalle parole, seppur cordiali, del prefetto Maria Grazia Forte. «Ovviamente lei qui dentro non ci metterà più piede», ribadisce lapidaria riferendosi alla Bedogni.

La funzionaria – che ieri ha patteggiato in primo grado una pena di due anni – era stata sospesa dal lavoro dallo stesso prefetto non appena erano scattati gli arresti domiciliari per la 61enne, a fine luglio dello scorso anno. «Il provvedimento di sospensione resta ancora in vigore ovviamente – spiega la Forte – e da quanto mi risulta entro pochi mesi dovrebbe maturare i termini per andare in pensione».

Prima che ciò accada, però, potrebbe arrivare la decisione successiva alla sospensione: il licenziamento. «Di questo aspetto però – prosegue il prefetto – se ne dovrà occupare direttamente il ministero in base alla normativa vigente, in quanto è di sua competenza una eventuale decadenza dal lavoro della Bedogni».

Oltre al patteggiamento, spiega ancora la Forte, «importante è anche la confisca di 135mila euro, riconoscimento del danno che evidentemente c’è stato».

Un altro aspetto in tutta questa vicenda è quello del danno erariale: «Abbiamo interessato la Corte dei Conti visto che ha creato disservizi agli uffici, danneggiato l’immagine della prefettura e inoltre abbiamo dovuto riorganizzare immediatamente il lavoro per rispettare le scadenze delle richieste di cittadinanza secondo l’ordine stabilito dalla legge. Spetterà adesso alla magistratura fare le sue valutazioni».

Un ringraziamento, ha però concluso il prefetto, «deve andare all’impegno dei miei collaboratori, che hanno lavorato a turno ininterrottamente così da riuscire a riprendere in mano settore, che ha avuto con questa vicenda un momento critico, ora completamente superato». —

Leonardo Grilli

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