«Serve il via libera alla vespa samurai contro la cimice»
REGGIO EMILIA. Con il ritorno del grande caldo fuori stagione non solo si moltiplicano le fastidiose zanzare ma è allarme cimice asiatica nei campi dove hanno già provocato una strage dei raccolti con danni stimati in 250 milioni di euro. È quanto afferma la Coldiretti in rifermento alla nuova fase climatica con le alte temperature che potrebbero arrivare anche fino a 35 gradi.
Una condizione che – sottolinea la Coldiretti – favorisce il moltiplicarsi degli insetti come la cimice asiatica che sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale.
La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – ricorda la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La situazione è drammatica – denuncia Coldiretti - in Emilia Romagna la situazione e gravissima con la stessa Coldiretti che ha chiesto addirittura di incontrare i prefetti. Sciami di cimici iniziano però ad essere segnalate anche nelle altre regioni italiane.
«Per fermare l’invasione della cimice asiatica si attende urgentemente il via libera del ministero dell’Ambiente che, sentiti il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice» ha chiesto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare l’entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto dek Presidente della Repubblica del 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali.
Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – denuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – conclude Prandini – anche con l’avvio di una apposita task force. —
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