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Acceso il post combustore per risolvere il problema puzze

Adr.Ar.
Acceso il post combustore per risolvere il problema puzze

La sperimentazione alla Ceramica Rondine è entrata in funzione da 10 giorni E per ora i cattivi odori al centro delle polemiche sembrano essere scomparsi

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RUBIERA. Fa ben sperare la sperimentazione della ceramica Rondine per eliminare definitivamente gli odori fastidiosi che negli anni scorsi hanno creato molte lamentele fra i residenti del paese sulla via Emilia, dove la storica azienda ha sede. Nel corso dell’estate è stato montato il postcombustore – lo strumento che dovrebbe “bruciare” le particelle alla fine del ciclo produttivo, eliminando tutte le proprietà e quindi anche l’odore – acquistato dalla proprietà della Rondine per risolvere il problema. L’ultima fase di installazione e collaudo è stata conclusa ad agosto, con le linee ceramiche chiuse, e lunedì 2 settembre è arrivata l’accensione del postcombustore.

Da quel giorno le segnalazioni sulla puzza e sui miasmi si sono praticamente azzerate su tutti i canali disponibili. È ovviamente presto per poter fare valutazioni definitive, ma in questa fase iniziale il postcombustore sta funzionando e i residenti non sono più alle prese con i fastidi con cui hanno dovuto invece convivere spesso negli ultimi anni. Le operazioni non sono state semplici e il percorso per arrivare al nuovo impianto ha richiesto tempo. E anche i costi hanno inciso, visto che si parla di un macchinario dal costo ben superiore al milione di euro.

La questione riguarda parecchi impianti ceramici ed è legata alle nuove tecnologie di stampa digitale delle linee di piastrelle, il metodo di colorazione e decorazione del materiale grezzo. La stampa digitale ha introdotto tipologie di inchiostro apposite, caratterizzate da una reazione peculiare alla lavorazione e agli sbalzi termici. Il risultato era, a livello di emissione finale, un olezzo particolarmente sgradevole, la cui intensità poteva mutare anche in base alle condizioni climatiche.

Nel territorio reggiano, questioni simili sono state affrontate alla Safin di Salvaterra ed al vastissimo impianto della Graniti Fiandre a Castellarano. Proprio quest’ultima ceramica ha segnato quella che ad oggi la via più efficace, l’utilizzo di postcombustori in grado di generare – nei canali di uscita dei fumi – temperature ben oltre agli 800 gradi centigradi. In questo modo le particelle perdono le loro caratteristiche e diventano inodori, per semplificare. I postcombustori sono usati da tempo nel settore delle concerie e del pellame, dove il problema dell’odore è una costante, e ora sono stati trapianti anche al comparto ceramico. La Graniti Fiandre ha inaugurato diversi mesi fa il primo degli impianti di questo tipo, ottenendo buoni riscontri, indicando per certi versi una strada da seguire. Anche la Rondine ha lavorato a lungo in questo senso, con investimenti corposi: prima in prodotti alternativi e poi con tentativi nelle procedure produttive. Lo scorso anno, quello segnato dalla fusione della Rondine nel colosso mondiale Italcer, l’accelerazione definitiva che ha portato all’investimento e alle manovre necessarie a montare l’attrezzatura. —

Adr.Ar.

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