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Asili nido, rette più leggere per 1.500 famiglie reggiane

Roberto Fontanili
Asili nido, rette più leggere per 1.500 famiglie reggiane

Sarà possibile grazie alle nuove riduzioni applicate dal Comune e dalla Regione Previsto un risparmio medio stimato tra i 300 e i 1000 euro annui per bambino

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Calano per il secondo anno consecutivo le rette degli asili nido, una riduzione che si applicherà sia alle scuole comunali che a quelle a gestione indiretta o convenzionate. La riduzione delle tariffe per la fascia di età da 0 a 3 anni applicata quest’anno va dal 50% al 30% e al 20% a seconda delle fasce di reddito ed entrerà in vigore con l’inizio dell’anno scolastico.

Secondo le stime questa misura, voluta dalla Regione con il contributo del Comune, determinerà un risparmio medio annuo dai 300 ai 1.000 euro per nucleo famigliare. Sono circa 1.500 le famiglie interessate da questo provvedimento, che va ad incidere sulle rette mensili dei 1.695 iscritti alle scuole comunali sui 3.400 bambini residenti a Reggio Emilia.

A presentare la misura, che va ad aggiungersi a quella introdotta dal Comune lo scorso anno e che aveva già ridotto le rette di circa 400 euro per famiglia, sono stati ieri il sindaco Luca Vecchi, l’assessore all’Educazione Raffella Curioni e il presidente dell’Istituzione nidi e scuole d’infanzia, Cristian Fabbi.

È stato il primo cittadino a sottolineare come «nel Comune di Reggio il tasso di scolarizzazione nella fascia 0-3 anni sia tra le più alte d’Italia, con una percentuale del 48,5% rispetto ad un dato regionale che viaggia tra il 25 e il 26% e con una media nazionale è ancora inferiore».

Un risultato che per il Sindaco «è particolarmente significativo in quanto in cinque anni si è passati da un tasso di scolarizzazione del 40% all’attuale e con quello che nelle scuole di infanzia arriva al 92%».

A spiegare nei suoi risvolti concreti l’incidenza del provvedimento sulle famiglie è stata invece la Curioni, che ha spiegato come «la riduzione delle rette sarà possibile già dal mese di settembre e che gli sconti saranno applicati a tutti i nidi del territorio grazie ai 900mila euro destinati a tale scopo dalla Regione, che però ha vincolato la riduzione solo per i redditi fino a 26mila euro. Il Comune dal canto suo ha deciso di estendere questa misura anche ai redditi superiori».

Per il presidente dell’Istituzione nidi e scuole, invece, questa misura oltre a «garantire il diritto all’educazione ai più piccoli, crea una precondizione per favorire l’occupazione femminile e incide nell’inclusione sociale con effetti anche sulla salute dei piccoli».

Da ultimo è stato rimarcato come nel Comune sia in atto un «meccanismo dell’attualizzazione dell’Isee nel calcolo della retta mensile». Il che significa che, se una famiglia viene a trovarsi improvvisamente in difficoltà economiche per la perdita del posto di lavoro, si potrà intervenire immediatamente per determinare le retta in base al reddito reale.

Le rette degli asili nido comunali sono calcolate sulla base di una griglia di 13 fasce di reddito Isee. Tre sono le fasce per i redditi che arrivano fino a 11mila euro, sette quelle per i redditi che vanno da 11mila a 28mila euro (che è anche la fascia in cui si ritrovano molte delle famiglie reggiane) e tre sono le fasce per i redditi fino a 32mila euro e oltre.

Per esemplificare, due anni fa le rette variavano dai 54 ai 401 euro mensili per il part time e dai 63 ai 540 euro per il tempo pieno, mentre quest’anno la retta più bassa nel tempo pieno sarà di 32 euro, quella intermedia passerà da 425 a 326 euro e quella più alta da 540 a 432 euro. —



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