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Assolti dentista e odontotecnici dopo il blitz dei Nas nello studio

M.F.
Assolti dentista e odontotecnici dopo il blitz dei Nas nello studio

Ambulatorio sotto sequestro da mesi ma gli abusi sono stati ritenuti inesistenti  Gli avvocati: «Rivalutate le dichiarazioni dei pazienti. Il giudice ha ben operato»

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Sant’ilario. Sono stati assolti con formula piena il dentista Claudio Spotti, titolare del noto studio in via Indipendenza da mesi sotto sequestro, e i suoi due odontotecnici. I tre erano finiti a processo con l’accusa di esercizio abusivo della professione, dopo che, nel gennaio di quest’anno i carabinieri dei Nas aveva svolto un controllo nell’ambulatorio, dal quale era emerso, secondo l’impostazione dell’accusa – pm Jacopo Berardi –, che i due collaboratori avevano effettuato cure sui pazienti che solo il dentista avrebbe dovuto praticare.

Le dichiarazioni rese in seguito dai pazienti alle domande dei carabinieri che li avevano convocati in caserma, dopo il sequestro delle loro cartelle cliniche, sono state rivalutate e correttamente inquadrate durante il procedimento. A tal punto da fare decadere l’accusa, molto grave e non infrequente nel settore, e in seguito alla quale lo studio era stato posto sotto sequestro.

Durante le udienze, tre in tutto, per un processo che si è svolto, sottolineano gli stessi legali difensori – gli avvocati Giuseppe Tarquini per il dottor Spotti e Liborio Cataliotti e Marco Pinotti per i due odontotecnici – in tempi da record, sono stati riascoltati dal giudice Silvia Guareschi gli stessi pazienti. Molte le testimonianze chiamate dalle rispettive difese di santilariesi, e non solo, che hanno sottolineato la correttezza e professionalità dello studio dentistico.

Dalle prime dichiarazioni generiche rilasciate dai pazienti erano stati dedotti abusi che poi si è scoperto inesistenti, come spiegano anche gli avvocati difensori. Per esempio l’espressione “prendere le impronte” era stata attribuita da alcuni pazienti agli odontotecnici anche in assenza di un intervento diretto in bocca, ma solo in riferimento alle operazioni preliminari poi concluse concretamente dal dentista.

«È emerso infatti che i pazienti al momento dell’interrogatorio in caserma erano inconsapevoli delle accuse rivolte allo studio dentistico – spiega l’avvocato Cataliotti – E dunque avevano utilizzato espressioni generiche che poi si sono chiarite in aula».

«Si tratta di una vicenda sofferta e abbastanza comune nel settore – interviene anche Tarquini – Il dottor Spotti gode di notorietà particolare in paese e durante le udienze sono state centinaia le testimonianze di solidarietà. Tutti hanno parlato e sconfessato il costrutto accusatorio. Il processo è stato di una velocità incredibile considerando la formula del rito ordinario. Questo grazie alla grande sensibilità dimostrata dal giudice Guareschi che, alla fine, ha deciso per l’assoluzione piena e l’immediato dissequestro dell’ambulatorio». —

M.F.

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