Il caso della farmacia sarà discusso in Consiglio
Nota dell’opposizione sul cambio di intenzioni della nuova amministrazione che al posto dell’allargamento vuole una casa per le famiglie
bagnolo. Il caso del cantiere di via Borri, il cui edificio in costruzione per la vecchia amministrazione avrebbe dovuto diventare sede Cup e Avis, nonché della farmacia (a maggioranza comunale) allargata, dopo il cambio di piani annunciano dalla nuova giunta – che vorrebbe realizzarvi invece una casa famiglia per l’Unione Terre di Mezzo – finisce in Consiglio, grazie a una interpellanza, che la consigliera di opposizione (ex vice sindaco) Mara Bertoldi ha presentato e che verrà discussa nella prossima seduta.
La nota si fa notare «che le prospettive della farmacia comunale sono quelle di aumentare e rendere più efficiente il servizio ai cittadini», tanto che «la sede necessita di maggiori spazi per aumentare la gamma di prodotti e l’inserimento di attività complementari a quelle già presenti e tipiche della farmacia. Secondo la Bertoldi «la farmacia si è dichiarata disposta ad accollarsi gli oneri economici derivanti dalle seppure modeste modifiche progettuali, nonché a provvedere alla progettazione esecutiva e fornitura degli arredi. Il documento fa riferimento alla delibera del dicembre 2014, con cui l’amministrazione comunale (ex giunta Casali, al tempo) ha approvato la variante al progetto e ora chiede quali siano le intenzioni dell’attuale amministrazione comunale. E, nello specifico, se sia ancora intenzione di aderire alla proposta di ampliamento oppure «se l’eliminazione dello stanziamento preluda ad una modifica del progetto come dichiarato in sede di consiglio del 31 luglio 2019».
Il gruppo “Bagnolo Bene Comune”, di cui Mara Bertoldi è capogruppo, chiede se il progetto di casa famiglia sia già stato condiviso con l’Unione, se la decisione di eliminare lo stanziamento dal bilancio «sia stata presa di concerto col Cda della farmacia o se si sia trattato di una decisione unilaterale». E se ci siano atti di giunta che abroghino i precedenti o ne corregga gli indirizzi. Chiede se l’amministrazione preveda un rimborso per la fideiussione richiesta e le spese tecniche sostenute in questi anni dalla farmacia. —
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