Primo giorno di scuola, la lettera del sindaco Vecchi: «Cari ragazzi, vivetelo fino in fondo»
Il sindaco di Reggio Emilia scrive alla Gazzetta di Reggio e si rivolge agli studenti reggiani, agli insegnanti, al personale scolastico e a tutta la comunità in occasione del primo giorno di scuola
"Cari ragazzi, vorrei augurarvi, di cuore, un buon anno scolastico. Vi auguro di viverlo con passione, con la consapevolezza di ciò che lascia a ognuno di noi un anno di scuola, di formazione, di studio. Vi auguro che possiate vivere, come anche a me capitò tanti anni fa, un anno bellissimo ed emozionante capace di restare nel tempo, per il suo valore educativo, le relazioni, l’amicizia e le tante esperienze che la scuola sa dare a ognuno di noi.
Un augurio a tutti gli insegnanti, al personale scolastico, a una intera comunità educante che con il proprio lavoro, ogni giorno, dà un contributo fondamentale al futuro delle giovani generazioni, dei nostri figli.
Il primo giorno di scuola da sempre è accompagnato da una chimica particolare. Si ritrovano i compagni, si rivedono professori e gli insegnanti, si inizia una nuova esperienza. Eccitazione e ansia, attesa del momento e voglia di viverlo fino in fondo. Viviamo un’epoca in cui non è più così diffuso parlare di scuola ma la scuola è ciò che può darci speranza, fiducia in un progetto di vita, in un futuro di piena realizzazione della propria personalità.
Le scuole della nostra città, grazie a generazioni di insegnanti, sono state il motore della crescita civile di una comunità intera, hanno offerto opportunità, anche a chi non aveva condizioni economiche favorevoli, di poter diventare adulto con una formazione adeguata. Le scuole della nostra città hanno aiutato a costruire percorsi di piena realizzazione della personalità di ciascuno.
Reggio Emilia nella sua lunga storia ha affrontato sfide continue, successi a volte, insuccessi in altre ma non ha mai smesso di proiettarsi con il pensiero verso il futuro, non ha mai smesso di essere in cammino.
In questo lungo tragitto, le scuole sono sempre state un punto di riferimento, non solo per la qualità della didattica dei tanti insegnanti ma anche per la capacità di non lasciare mai indietro nessuno e per aver saputo essere anche molto altro nel rapporto con la comunità.
Le nostre scuole hanno affrontato i grandi temi della contemporaneità. Dalla raccolta differenziata, alla mobilità sostenibile, alla sensibilità ecologica, al contrasto allo spreco alimentare, all’educazione ai diritti e ai doveri, alla cultura della legalità, alla musica edallo sport come opportunità di benessere per la persona. Le nostre scuole hanno “raccontato” la Costituzione, hanno trasmesso a tutti, grandi e piccoli, i valori fondamentali alla base della convivenza civile.
Potremmo dire che le scuole di Reggio Emilia sono “comunità aperte” che mettono al centro la Persona nella sua elaborazione più avanzata e compiuta.
Si parla molto, oggi, di una vera “emergenza antropologica” dell’approccio alla persona e specularmente c’è chi invoca un “Nuovo umanesimo contemporaneo”.
Non lo si può dire delle nostre scuole che assolvono pienamente e ogni giorno a questa funzione.
Il Reggio Approach non è solo nidi e scuole d’infanzia. Il Reggio Approach è anche il modo in cui, in generale e a tutti i livelli, la città ha saputo mettere l’educazione prima di tutto.
Dove non c’è scuola non c’è speranza. Dove non c’è speranza non c’è futuro.
Ci sono momenti in cui la fatica dello studio ti piega. La voglia di rottura, di evasione, di fuggire dalle regole e dalla fatica del rigore diventa un pensiero forte e predominante.
Cari ragazzi, non c’è niente di buono nella vita che non costi fatica, sacrificio e determinazione, per essere conquistato.
Un giorno, guardandovi indietro, ricorderete i vostri insegnanti e capirete, come io stesso ho compreso, il significato profondo del contributo della scuola e della formazione: le ore di studio, le lezioni impegnative, le prove quotidiane, le grandi amicizie.
Il giorno in cui, quando si diventa adulti, si comprende davvero il valore dei propri insegnanti, di quei professori che, con una parola e con il loro lavoro, hanno lasciato qualcosa che non si dimentica mai più.
E allora riaffiora il ricordo della tua prima maestra, il ricordo del professore severo ma altrettanto bravo, il compagno di banco e quel senso di complicità che accompagna ogni attimo della lezione, il bidello in fondo al corridoio sempre pronto a risolvere un problema, le tante esperienze indimenticabili che la scuola ci ha lasciato.
Cari ragazzi vivetelo fino in fondo il primo giorno di scuola, quel primo giorno che non vi fa dormire la notte prima, quel primo giorno che non si dimentica.
Vivetela fino in fondo la scuola perché questo significa vivere il proprio tempo e cogliere le migliori opportunità per un futuro di felicità e di realizzazioni. Noi saremo al vostro fianco. Per aiutarvi, supportarvi, proteggervi e consentirvi il meglio per il vostro futuro. In bocca al lupo ad ognuno di voi e buon anno scolastico".
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