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Partecipazione da record per il Cristo parlante Lette le parole del Papa dedicate all’ambiente

andrea vaccari
Partecipazione da record per il Cristo parlante Lette le parole del Papa dedicate all’ambiente

In tanti ieri sera hanno preso parte a Brescello alla processione con il crocefisso reso famoso dai film di Don Camillo e Peppone 

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la celebrazione

andrea vaccari

Lo scopo era quello di chiedere clemenza al cielo contro le calamità naturali, e protezione contro infausti eventi come quello che solo pochi anni fa ha purtroppo interessato la frazione di Lentigione. Quella che si è svolta ieri a Brescello è stata una processione che si potrebbe definire “record” per la partecipazione registrata: complici i due eventi che hanno preceduto e seguito la funzione – la messa presieduta dal cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e la ballata del Giglio di Nola – che hanno richiamato in terra brescellese molti turisti, il “serpentone” che si è formato all’uscita dalla chiesa di Santa Maria Nascente è stato straordinariamente lungo.

Fedeli e curiosi hanno fatto sfoggio di macchine fotografiche e telefoni per immortalare l’uscita del crocefisso dalla chiesa, con il cardinale e don Evandro Gherardi in testa, accompagnata dalla banda di Bagnolo e Correggio e dal concerto delle campane dell’Unione campanari reggiani, che hanno attirato molta curiosità.

Proprio le campane, tra l’altro, sono un punto in comune con la realtà di Nola – presente in questi giorni a Brescello con molti suoi rappresentanti - in quanto San Paolino, patrono della cittadina campana, è protettore proprio dei campanari. Dalla sua biografia emerge infatti che è da attribuire a lui la costruzione del primo campanile della tradizione cristiana, dotato di campana.

All’uscita dalla chiesa il lungo corteo, illuminato da decine di candele e fiaccole, si è snodato per circa un chilometro tra piazza Matteotti e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza, fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po, con il Cristo portato a braccia da diversi volontari nolani. Il sentiero golenale era stato debitamente marcato e segnalato da un centinaio di candele poste a terra.

La processione, oltre che un’ovvia connotazione religiosa, assume un valore importante per la storia brescellese in quanto porta alla memoria un celebre frammento del primo film della saga di Don Camillo e Peppone, nel quale il parroco impersonato da Fernandel cammina sino all’argine portando a braccia il pesante crocefisso (che, peraltro, dal 1970 non era più uscito dalla chiesa sino a pochi anni fa, quando l’usanza della processione è stata rispolverata da don Gherardi). Nel percorso il sacerdote era solo, in quanto il sindaco Peppone aveva proibito ai cittadini di aderire alla celebrazione, ma alla fine tutti si erano fatti trovare all’arrivo sul fiume, in segno di rispetto.

In questa versione più moderna, invece, sono stati letti alcuni passi di Papa Francesco sull’importanza del rispetto dell’ambiente, un tema sul quale si sta acquisendo sempre maggiore consapevolezza.

Al termine, in moltissimi si sono accomodati sotto al tendone allestito in piazza per gustare la cena preparata dai volontari della Proloco brescellese, e alle 21 circa ha preso il via il tanto atteso evento con protagonista il Giglio di Nola.



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