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i raduni del carroccio 

Da Pontida a Bagno I leghisti continuano a picchiare forte sullo scandalo affidi

E.Spa.
Da Pontida a Bagno I leghisti continuano a picchiare forte sullo scandalo affidi

Salvini esibisce sul palco una bambina tornata con la madre «Basta bimbi rubati». Oggi a Reggio il dibattito con Locatelli

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REGGIO EMILIA. Chiama la bambina per nome, senza aver nessuna premura di tutelarla dalle conseguenze della gigantesca esposizione mediatica. E la invita a salire sul palco insieme alla madre, alla quale – dice – «dopo un anno è stata restituita». E mentre il palco si riempiva di minori, fra gli applausi dei quasi ottantamila, spunta lo striscione #bambinistrappati. Così il leader della Lega ed ex ministro, Matteo Salvini, chiude la Pontida dei record: una lunga liturgia leghista – alla quale hanno partecipato un centinaio di reggiani pronti questa sera a darsi appuntamento per la festa provinciale a Bagno – cominciata con le tensioni e l’aggressione verso il giornalista di Repubblica, Antonio Nasso, le accuse antisemite contro Gad Lerner e terminata esibendo davanti alla folla acclamante «questa bellissima bambina con i capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma», inneggiando alla «liberazione del nostro Paese» e invitando tutti a prendersi per mano «nel nome di questi bimbi».

Nessun riferimento diretto a Bibbiano, che l’ex ministro non nomina esplicitamente. Ma il ritornello che suona è più che intuibile, quello dello scandalo affidi scoppiato in Val d’Enza: «Mai più bimbi alle loro famiglie, mai più bimbi rubati alle mamme e ai papà – ripete Salvini dal palco – mai più bimbi come merce».

La Gazzetta non farà il nome della minore salita sul palco. Nonostante la madre abbia dato all’ex ministro il consenso a farla apparire pubblicamente. Non fare il nome è un dovere deontologico, che interessa conseguenze e eventuali strumentalizzazioni che l’esposizione mediatica potrebbe avere su una minore da tutelare. A maggior ragione se, come emerso a Pontida, ha già subìto un duro percorso in affido, fortunatamente terminato con il ritorno dalla madre.

«Vi chiedo di non mollare nel nome dei vostri figli e dei vostri nipoti», continua a ripetere Salvini sul palco, battendo un tasto già affrontato in precedenza dalla senatrice ed ex sottosegretaria, Lucia Borgonzoni, candidata del Carroccio alla presidenza della Regione, che è stata per gran parte del comizio al fianco del leader. E che, sullo scandalo affidi, ha già sfoggiato a Palazzo Madama la discussa t-shirt “Parlateci di Bibbiano”.

«Vinceremo nelle Regioni che vanno al voto ora – attacca Borgonzoni da Pontida – Abbiamo un’opportunità storica: liberare l’Emilia-Romagna per la prima volta agli italiani. Dare la priorità agli italiani nell’assegnazione delle case popolari e aiutare le piccole e medie imprese. Con noi non esisterà mai più una sanità di serie B. Diremo no alla riapertura dei centri per accogliere i clandestini, non faremo più favori alle cooperative rosse. Ma la prima cosa che faremo: noi vogliamo verità sugli errori di Bibbiano». E poi, riferendosi alla commissione regionale: «Noi non possiamo tollerare il silenzio. Meritano risposte quelle famiglie e quei bambini e non esiste che la commissione d’inchiesta abbia tenuto fuori la Lega e sia guidata dal Pd». Argomenti che la Lega continuerà a cavalcare da oggi a Bagno alle 19.30, quando nell’agriturismo La Prateria prenderà il via la due giorni di festa provinciale del Carroccio. “Noi parliamo di Bibbiano”, il titolo dell’incontro, alla presenza dell’ex ministro alla Famiglia, Alessandra Locatelli, e del parlamentare Andrea Crippa, vicesegretario federale. Domani protagonista del dibattito sarà il parlamentare reggiano, Gianluca Vinci, segretario emiliano e consigliere in Sala Tricolore, che parlerà dei problemi della Provincia, della crisi delle coop e delle prossime Regionali. —

E.Spa.

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