L’aggressore è regolare e domiciliato a Modena Venerdì era ubriaco
reggio emilia. Diversi precedenti penali alle spalle, una residenza formale a Potenza, in Calabria, un domicilio effettivo a Modena, un permesso di soggiorno e un’occupazione fissa.
È questo l’identikit di Abdeljalil Kadcha, il marocchino 39enne che venerdì scorso ha seminato il panico nella tranquilla frazione di Cadè.
Un uomo che, quella mattina, aveva alzato il gomito e pure parecchio (è risultato positivo all’alcoltest), mentre si attende l’esito degli esami del sangue per sapere se l’uomo, che è parso alquanto alterato, avesse assunto anche della droga.
Questa mattina il 39enne comparirà in tribunale, davanti al Gip Dario De Luca, per l’udienza di convalida dell’arresto. Il pm di turno Jacopo Berardi ha potuto attribuire il reato più grave (tentato omicidio) in virtù della prognosi della vittima, che per legge dev’essere pari o superiore a 40 giorni. «La contestazione mi pare eccessiva, ma devo ancora studiare le carte e incontrare il mio assistito», ha preannunciato l’avvocato dell’aggressore, Alessandro Verona. Il difensore d’ufficio prevedibilmente punterà su un ridimensionamento del reato. Vedremo se il capo d’imputazione reggerà al primo step giudiziario.
All’udienza si interesserà, a titolo personale, la nuora del reggiano proprietario del bar: la giovane, che nei filmati all’esterno corre trafelata con un telefonino in mano, è difatti un avvocato penalista. «Sarò in tribunale per motivi professionali, ma preferisco non comparire. Abbiamo avuto tutti tanta paura. Se ci sarà un processo io, mio marito e mio suocero valuteremo se costituirci parte civile, ma per il momento è prematuro». —
Am.P.
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