La bimba salita sul palco di Pontida non c’entra affatto con l'inchiesta di Bibbiano
A Bibbiano i servizi sociali non sanno chi sia, né conoscono la mamma salita sul palco insieme al leader leghista
REGGIO EMILIA. La bambina invitata da Matteo Salvini per chiudere sul palco il maxi-raduno leghista di Pontida non è uno dei cosiddetti casi pilota finiti al centro dell’inchiesta Angeli e Demoni, condotta dalla Procura di Reggio Emilia sul presunto giro di affidi illeciti in Val d’Enza.
A Bibbiano i servizi sociali non sanno chi sia, né conoscono la mamma salita sul palco insieme al leader leghista. Il nome della bambina, inoltre, non risulta nemmeno fra quelli dei minori seguiti recentemente dai servizi sociali dell’Unione, travolti dallo scandalo e al centro dell’inchiesta della magistratura. E alla fine si scopre che vive in Lombardia, a Milano, dopo essere stata affidata in case famiglia di Varese e Como, facendo scoppiare la polemica su Salvini, accusato di sciacallaggio politico da Pd e M5s.
Sul pratone di Pontida, il maxi raduno è ormai alle battute finali. Ed è in quel momento che l’ex ministro dell’Interno chiama sul palco decine di bambini, innescando un vespaio di polemiche sull’opportunità di ostentare minorenni per scopi politici.
Il leader della Lega chiama in particolare una bambina per nome, senza nessuna premura di tutelarla dalle conseguenze della gigantesca esposizione mediatica. La invita a salire sul palco insieme alla madre, alla quale – dice – «dopo un anno è stata restituita».
Si scambiano anche un cinque. E mentre il palco si riempie di minori, fra gli applausi dei quasi ottantamila, spunta lo striscione #bambinistrappati. Nessun riferimento diretto a Bibbiano, che l’ex ministro non nomina esplicitamente.
Ma il ritornello che suona è comunque quello dello scandalo affidi scoppiato in Val d’Enza, citato a chiare lettere solo poco prima dalla candidata del Carroccio alla presidenza della Regione, Lucia Borgonzoni, che qualche giorno fa si era inoltre mostrata in Senato con t-shirt “Parlateci di Bibbiano” durante il discorso del premier, Giuseppe Conte, per la fiducia al governo giallorosso. Scatta un cortocircuito mediatico, che erroneamente (e sistematicamente) accomuna la bambina a Bibbiano, anche se di fatto la Val d’Enza non c’entra nulla.
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