Maxi frode fiscale, arrestato l'imprenditore reggiano G. F.
Smantellata dalla Finanza un'organizzazione a delinquere in grado di offrire manodopera specializzata nelle lavorazioni meccaniche a costi notevolmente più bassi di quelli del mercato. Aveva fruttato fra il 2015 ed il 2017 un giro d'affari di 25 milioni di euro.
REGGIO EMILIA. Un'organizzazione a delinquere in grado di offrire manodopera specializzata nelle lavorazioni meccaniche, con consistenti rapporti commerciali con società di primario livello nazionale e internazionale, nelle province di Parma e Reggio Emilia a costi notevolmente più bassi di quelli del mercato, grazie a fatturazioni false e frode fiscale.
È questo quanto scoperto dal nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma che sotto il coordinamento della Procura della Repubblica della città emiliana ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per tre imprenditori della zona. L'operazione, denominata 'Efestò, ha anche visto indagate 39 persone con il sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 10 milioni. L'organizzazione lavorava attraverso tre livelli di società.
Al vertice c'era la Mti, società consortile a responsabilità limitata, che si interfacciava con le aziende che avevano bisogno di manodopera specializzata; al secondo livello una serie di aziende dove erano regolarmente assunti i lavoratori metalmeccanici e, alla base, una serie di società cartiere, con sedi in case private, garage ma anche night club o ristoranti, che avevano il ruolo di produrre fatture fittizie per eludere il fisco.
Il sistema, coordinato dai tre arrestati, aveva fruttato fra il 2015 ed il 2017 un giro d'affari di 25 milioni di euro «dopando di fatto il mercato del lavoro del settore» come sottolineato dal procuratore capo Alfonso D'Avino, che ha citato l'ordinanza del Gip del Tribunale di Parma.
Ai domiciliari sono finiti G. F., 53 anni nato a Reggio Emilia, Francesco Dei, 46enne originario di Foggia, e Gabriele Giuffredi, 47 anni nativo di Fidenza (Parma). Sono 71 in tutto i capi di imputazione ascritti agli indagati. Fra i beni sequestrati oltre 90 immobili fra abitazioni, autorimesse ed esercizi commerciali ma anche auto di lusso e due moto Harley-Davidson nelle province di Parma e Brescia
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