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San Quirino torna splendida e riapre le porte ai fedeli

Giacomo Bigliardi
San Quirino torna splendida e riapre le porte ai fedeli

A sette anni del sisma e dopo un lungo restauro la basilica è stata inaugurata La benedizione del vescovo Camisasca e la soddisfazione della sindaca Malavasi

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Correggio. Dopo ben sette anni, finalmente è successo: la basilica di san Quirino è stata riaperta. In una giornata di festa e grande partecipazione, il vescovo Massimo Camisasca ha celebrato la messa inaugurale che ha raccolto l’intera comunità correggese in un evento che la città aspettava da tempo.

La ristrutturazione ha riportato la chiesa allo splendore che aveva prima del terremoto del 2012, e la basilica, luminosa e tirata a lucido, ha così potuto accogliere le centinaia di fedeli di ogni età arrivate in San Quirino. Alla celebrazione erano presenti le massime autorità religiose e civili. È stata propria la sindaca, Ilenia Malavasi, a salutare i correggesi ringraziandoli: «Questa basilica è un pezzo di storia della nostra comunità. L’auspicio che posso fare è che questo continui ad essere un luogo di ascolto, accoglienza e solidarietà dove ognuno possa sentirsi a casa. Sono molto orgogliosa della nostra comunità correggese, che ha sempre saputo aiutare i bisognosi con spirito caritatevole».

La messa ha raccolto un grande numero di persone che hanno affollato il sagrato e l’interno della basilica per osservare l’esito del grande restauro, costato quasi 900 mila euro. Alla comunità correggese è andato il ringraziamento anche di don Sergio, punto di riferimento cittadino che ha seguito in prima persona il restauro della chiesa. «Il mio obiettivo – ha detto – è scommettere sui giovani».

Ed erano davvero tanti i ragazzi di diverse età che hanno seguito la messa e, per alcuni di loro, è stata la prima volta nella quale hanno potuto vedere l’interno della basilica, simbolo della città.

Di grande importanza sono state le parole usate dal vescovo Camisasca durante l’omelia. «Con il tempio di Gerusalemme – ha spiegato – ci rendiamo conto di un concetto fondamentale per la tradizione giudaico-cristiana: l’infinito si manifesta attraverso il finito. L’infinito di Dio si racchiude nella finitezza delle cose. E questo è portato all’estremo nella figura di Gesù, che è il tempio definitivo. Il corpo di Gesù è la Gerusalemme che scende dal cielo».

Alla fine della celebrazione, è seguito il concerto della banda cittadina e un grande rinfresco a cui hanno preso parte i tanti fedeli usciti dalla celebrazione. Si è conclusa così una giornata di grande partecipazione civile e religiosa, che ha riportato vita e forza all’intera comunità correggese, ripagando il duro lavoro compiuto da tutti coloro che in questi sette anni non hanno mai smesso di credere nella buona riuscita del restauro. —

Giacomo Bigliardi

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