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operazione “efesto” 

Fornivano operai facendo fatture false: arrestati

E.L.T.
Fornivano operai facendo fatture false: arrestati

Tre in manette tra i quali il 53enne reggiano Giuliano Fanticini. Ricavi dalla cartiere per 25 milioni: sequestrati 90 immobili

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REGGIO EMILIA. Un’organizzazione a delinquere in grado di offrire manodopera specializzata nelle lavorazioni meccaniche, con consistenti rapporti commerciali con società di primario livello nazionale e internazionale, nelle province di Parma e Reggio Emilia a costi notevolmente più bassi di quelli del mercato, grazie a fatturazioni false e frode fiscale. È questo quanto scoperto dal nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma che sotto il coordinamento della Procura parmigiana ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per tre imprenditori della zona. L’operazione, denominata “Efesto”, ha anche visto indagate 39 persone con il sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 10 milioni. Sequestri anche di conti correnti, alcuni dei quali presenti in istituti bancari anche di Reggio Emilia. A finire agli arresti domiciliari, infatti, c’è anche Giuliano Fanticini, 53 anni, residente in città. Ma soprattutto sono reggiane alcune delle aziende che hanno ricevuto in somministrazione alcuni dei circa 200 operai specializzati, che venivano assunti a mani basse perché costavano meno degli altri, ma il cui sconto offerto alle aziende - ignare del giochetto - era finanziato con l’emissione di fatture false.

Ad essere contestato è il reato associativo, che inquadra l’organizzazione a delinquere che lavorava attraverso tre livelli di società. Al vertice c’era la Mti, società consortile a responsabilità limitata, che si interfacciava con le aziende che avevano bisogno di manodopera specializzata. Al secondo livello una serie di aziende dove erano regolarmente assunti i lavoratori metalmeccanici e, alla base, una serie di società cartiere, con sedi in case private, garage ma anche night club o ristoranti, che avevano il ruolo di produrre fatture fittizie per eludere il fisco.

Il sistema, coordinato dai tre arrestati, aveva fruttato fra il 2015 ed il 2017 un giro d’affari di 25 milioni di euro «dopando di fatto il mercato del lavoro del settore» come sottolineato dal procuratore capo Alfonso D’Avino, che ha citato l’ordinanza del Gip del Tribunale di Parma.

Ai domiciliari, oltre a Fanticini, sono finiti anche Francesco Dei, 46enne originario di Foggia, e Gabriele Giuffredi, 47 anni nativo di Fidenza.

Sono 71 in tutto i capi di imputazione ascritti agli indagati. Fra i beni sequestrati oltre 90 immobili fra abitazioni, autorimesse ed esercizi commerciali ma anche auto di lusso e due moto Harley-Davidson nelle province di Parma e Brescia. Un patrimonio considerato frutto del reinvestimento delle somme sottratte allo Stato tramite la falsa fatturazione.

L’indagine messa in campo dalla Guardia di Finanza è partita dopo un accertamento ma si è sviluppata con intercettazioni sia telematiche che telefoniche, grazie alle quali è stata ricostruita tutta l’architettura dell’organizzazione. «Gli operai specializzati non subivano un decurtamento in busta paga - spiega il colonnello Gianluca De Benedictis delle Fiamme Gialle di Parma - anzi, guadagnavano anche di più dei colleghi. Sembrava tutto in regola ma così non era». —

E.L.T.

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