Gazzetta di Reggio

Reggio

in tribunale 

Il folle del bar di Cadè resta dietro le sbarre

Am.P.
Il folle del bar di Cadè resta dietro le sbarre

Il 39enne in aula: «A Reggio per il primo giorno di lavoro» Ma il tentato omicidio della barista riqualificato in lesioni

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. Il tentato omicidio ai danni della barista di Cadè è stato riqualificato in lesioni aggravate dall’uso dell’arma, mentre il medesimo reato è rimasto in piedi nei confronti dei tre testimoni (il proprietario dell’immobile, il figlio e la nuora) accorsi in aiuto della donna. Questo l’esito dell’udienza, svoltasi ieri in tribunale, a carico di Abdeljalil Kadcha, il marocchino di 39 anni che ha seminato il panico all’alba di venerdì scorso al bar della frazione. L’arrestato rimane in carcere.

Quel giorno il 39enne, entrato nel locale alle 5 di mattina a locale appena aperto per chiedere una birra calda, ha tentato di andarsene senza pagare: rincorso dalla barista 46enne, l’ha picchiata con l’asta metallica usata per la saracinesca (procurandole la rottura del braccio, di due costole ed ecchimosi per una prognosi di 40 giorni), tentando poi di investire in auto le persone accorse in aiuto della vittima. Dopo una scenata durata venti minuti, l’ubriaco (denudatosi e rimasto in boxer) ha provocato un inseguimento lungo la via Emilia; a Corte Tegge ha speronato una gazzella dei carabinieri provocando un incidente e ha continuato a fuggire a piedi, bloccato infine dalla polizia. Kadcha è finito in manette per una sfilza di reati: tentato omicidio plurimo, lesioni personali dolose e aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, oltre a guida in stato di ebbrezza, senza patente e senza assicurazione.

«Quel venerdì era il mio primo giorno di lavoro, perciò sono venuto da Modena, dove sono domiciliato, a Reggio», ha precisato Kadcha – che si è avvalso della facoltà di non rispondere – nel declinare le proprie generalità. Il pm Iacopo Berardi ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il Gip Dario De Luca, dopo una iniziale riserva, ha deciso: convalida dell’arresto e conferma della misura cautelare. Tuttavia il giudice per le indagini preliminari ha derubricato il capo d’imputazione di tentato omicidio nei confronti della barista, ritenendo che quando l’aggressore l’ha spinta contro il muro tenendole il gomito contro il collo (come da filmati delle telecamere) non intendeva strangolarla bensì bloccarla: «Il contesto indiziario è insufficiente». Resta in piedi il tentato omicidio nei confronti dei tre testimoni, che il conducente ha cercato di investire a più riprese. Il 39enne è detenuto in attesa del processo, da fissare.

«Studierò le carte e valuterò la fattibilità di un ricorso al Riesame», ha dichiarato l’avvocato difensore di fiducia Alessandro Verona. —

Am.P.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google