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L’uguaglianza s’impara al nido studio con i bimbi della Bassa

L’uguaglianza s’impara al nido studio con i bimbi della Bassa

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guastalla. Un po’ della provincia reggiana è rappresentata del dossier “Il miglior inizio. Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita”, pubblicato il 6 settembre da Save the Children.

Anche l’Azienda servizi Bassa reggiana e l’associazione di promozione della filosofia educativa 0-6 Progettinfanzia hanno contribuito alla realizzazione dello studio, grazie alla collaborazione delle scuole dell’infanzia, all’interno delle quali è stata somministrata la ricerca.

«La collaborazione al progetto – afferma Mascia Marconi, pedagogista della scuola dell’infanzia di Novellara, istituzione che assieme alle scuole di Boretto, Brescello, Guastalla e Poviglio ha aderito alla sperimentazione finalizzata al dossier – è stata molto significativa. I dati pubblicati in questi giorni evidenziano, con prove numeriche, convinzioni che sono proprie del nostro approccio pedagogico: il nido d’infanzia è una esperienza educativa irrinunciabile, uno strumento di accesso a diritti, a dignità sociale, a opportunità relazionali e di apprendimento uniche».

Save the Children, in collaborazione con il Centro per la salute del bambino, ha realizzato tra marzo e giugno un primo studio pilota in Italia di carattere esplorativo, svolto direttamente con i bambini, con l’obiettivo di analizzare l’insorgere delle disuguaglianze, prima dell’entrata nella scuola dell’infanzia, e le possibilità che offre la frequenza al nido di riequilibrare le disuguaglianze accedendo a pari opportunità.

Nelle conclusioni della ricerca si sottolinea che i bambini che hanno partecipato, appartenenti a famiglie con bassi livelli educativi e posizioni lavorative sfavorevoli, ma che hanno frequentato un nido d’infanzia per almeno un anno, hanno maggiori probabilità di rispondere in modo soddisfacente alle domande previste dall’indagine in tutti gli ambiti dello sviluppo del bambino. «Si riscontra quindi un nesso diretto – spiegano – tra la frequentazione del nido d’infanzia e il possesso di maggiori competenze, già nella scuola dell’infanzia». Parte dei 653 bambini e bambine intervistate per il dossier di Save the Children, provenivano dalle scuole dell’infanzia della Bassa reggiana. —

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