Per Anghinolfi e Monopoli analisi diversa su pc e cellulari
I due indagati puntano sull’incidente probatorio, cioè una forma tecnica differente da quella scelta dal pm Salvi in fase di indagini
REGGIO EMILIA. Battaglia legale fino in fondo, quindi la quarta “puntata” si è chiusa ieri mattina in Procura – dopo circa un’ora – con il passaggio giudiziario rimasto unitario, ma con due modalità distinte sull’analisi (e relativa copia forense) dei contenuti di telefonini, pc e tablet sequestrati a diciotto indagati dell’inchiesta “Angeli e demoni”.Tutto ciò per “cristallizzare” eventuali prove utilizzabili a processo.
Se la maggior parte dei difensori si è infine attestata sul solco del sostituto procuratore Valentina Salvi (titolare dell’inchiesta su cui da oltre un anno lavorano i carabinieri) che ora potrà procedere con un “accertamento tecnico irripetibile”, sono però rimasti due gli indagati che – tramite i propri avvocati – hanno voluto ed ottenuto che per loro si agisca nella forma dell’ incidente probatorio. Scelta, quest’ultima, su cui hanno puntato l’avvocato Nicola Canestrini (che tutela il correggese 34enne Francesco Monopoli, assistente sociale dell’Unione Val d’Enza) nonché gli avvocati Rossella Ognibene e Oliviero Mazza ( difendono la montecchiese 57enne Federica Anghinolfi, dirigente sempre del Servizio sociale dell’Unione Val d’Enza).
L’incidente probatorio si terrà davanti al gip Luca Ramponi che nomina lui il consulente tecnico (e non il pm dell’inchiesta) e garantisce – secondo la difesa – un contraddittorio più ampio sulle verifiche da effettuare sulle attrezzature tecnologiche sequestrate. In soldoni, per le due difese occorre un “filtro” su queste operazioni per concentrarsi solo su materiali rilevanti (se individuati). Un “filtro” che sarebbe garantito più dall’incidente probatorio. Mentre la Procura in questa fase dell’inchiesta procederà – per i sequestri effettuati agli altri sedici indagati – con un “accertamento tecnico irripetibile”, in cui è il pm Salvi che nomina l’esperto (già individuato nel perito Cristian Mauro) che dalla prossima settimana dovrà analizzare i contenuti dei materiali tecnologici. Il perito si è preso trenta giorni per il deposito dell’articolata copia forense. Ieri alcuni difensori hanno nominato i relativi consulenti di parte che seguiranno le operazioni peritali. —
T.S.
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