Posata la prima pietra del polo di via Fratelli Rosselli
Il nuovo edificio ospiterà le classi degli istituti Secchi, Zanelli e Motti e il primo lotto sarà completato entro 400 giorni
reggio emilia. Cinquecento studenti, a partire da quelli del Secchi, già entro la fine del 2020. Poi, una volta completato il terzo lotto, saranno tra i 1.100 e i 1.200 i ragazzi quelli che il nuovo polo scolastico di via Fratelli Rosselli potrà ospitare grazie a 31 aule (tra cui 3 di sostegno), 18 laboratori, uno spazio museale e un’aula magna a disposizione anche di Motti e Zanelli.
È il polo del territorio che la Provincia di Reggio Emilia aveva immaginato subito dopo la riforma Gelmini – e già questo la dice lunga sulla complessità di un progetto che ha poi dovuto fare i conti con i tagli ai finanziamenti decisi da vari Governi per la spending review – e che oggi ha finalmente visto l’avvio dei lavori nell’area compresa tra il cavalcavia di via Inghilterra e via Fratelli Rosselli.
A posare la prima pietra, con tanto cazzuola, vanga e calcestruzzo, il presidente e la vicepresidente della Provincia Giorgio Zanni e Ilenia Malavasi. Con loro, Paolo Genta di Cairepro – che insieme agli studi Arco e Lorenzo Villa ha curato la progettazione dei tre lotti – ma soprattutto studenti e docenti di Zanelli, Motti e Secchi. Un investimento importante, hanno sottolineato Zanni e Malavasi, come da anni non avveniva in città.
Per trovare un precedente simile per dimensioni e costi (11,3 milioni per i tre lotti, 6,1 per il primo che si è avviato oggi), bisogna infatti risalire al 1995, anno di inaugurazione del liceo scientifico Moro. Prima della posa della prima pietra, Zanni e Malavasi hanno incontrato alcune classi di Zanelli, Motti e Secchi per illustrare il progetto e fare gli auguri di buon anno a studenti e docenti.
«Impegnatevi, perché è studiando che si diventa grandi e si acquisisce quella consapevolezza che può permettervi di distinguere il vero dal falso, le fake news dalla realtà: questa coscienza critica la dovete costruire quotidianamente a partire dalla scuola, per diventare cittadini attivi», ha detto il presidente della Provincia, incitando i ragazzi a «provare ad assumervi una responsabilità in più: fate politica, pensate anche a impegnarvi nell’amministrazione, magari iniziando dalle realtà associative del vostro paese, per mettere a disposizione di tutti quello che imparerete a scuola: questo Paese ha bisogno di un cambiamento forte e solo voi giovani potere assicurarlo col vostro impegno, anche in politica, perché la politica è una cosa bella».
Consegniamo «la scuola più importante di questi ultimi anni, un investimento che facciamo per voi ragazzi per dotarvi di tutti gli strumenti in grado di supportare il vostro percorso di vita – ha detto la Malavasi – la scuola la fanno le persone, a partire dai docenti che lavoreranno per farvi scoprire il talento che ognuno di voi ha, ma anche strutture adeguate come quella che oggi iniziamo a costruire». —
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