«Un parco fluviale lungo il Tresinaro per sviluppare turismo e ambiente»
La proposta viene dei consiglieri comunali del gruppo misto Depositata una mozione da discutere entro ottobre
SCANDIANO. «Creiamo a Scandiano il parco fluviale del basso corso del Tresinaro». La proposta arriva dal gruppo misto del consiglio comunale, formato dai consiglieri Alessandro Nironi Ferraroni e Davide Beltrami, che hanno presentato una mozione. La richiesta è di discuterla entro fino ottobre, lasciando il tempo a tutti i consiglieri comunali interessati di sottoscriverla.
area di tutela
Nelle idee dei firmatari, si tratterebbe di creare un’area di tutela attorno all’alveo del principale torrente della zona, il principale fra gli affluenti del Secchia con i suoi 47 km complessivi. Non è una novità assoluta ma – ricordano Nironi e Beltrami – è il recupero di un indirizzo già formalizzato a inizio decennio dall’amministrazione dell’epoca con una delibera del consiglio comunale del 31 maggio 2011, approvata all'unanimità».
Il Tresinaro, che nasce fra Felina e Carpineti, scende a vallle toccando Baiso e Viano sino ad arrivare a Scandiano e proseguire poi verso Rubiera, dove si incrocia col fiume Secchia. Il territorio scandianese è profondamente segnato dal suo passaggio, e molti dei paesi sia a sud che a nord del capoluogo sono cresciuti proprio attorno al torrente.
Oggi è presente anche una fitta rete di camminamenti e percorsi verdi, frequentati da tantissimi abitanti per passeggiate e giri in bicicletta. Il parco fluviale potrebbe essere un modo per collegare la varietà di percorsi e ciclabili, oggi frammentati dalle aree residenziali e industriali costruite negli ultimi sessant’anni, quelli del grande sviluppo economico e demografico.
Il parco, sostengono Nironi e Beltrami, potrebbe essere l’occasione per recuperare «una porzione di territorio che, nel corso degli anni di più intenso sviluppo industriale, è stato danneggiato e, soprattutto, perché l’istituzione del Parco consentirebbe di ripristinare l’ecosistema fluviale, di valorizzare una rete di insediamenti unici come La Braglia, Rondinara vecchia, Case Figno, Cerro, Colombara».
il progetto
Secondo i consiglieri di tratterebbe di ampliare e strutturare un percorso già avviato: «Alcune zone della valle del Tresinaro, più precisamente dell'alta valle del Tresinaro, sono già da diversi anni riconosciute come siti di pregio naturalistico in ambito comunitario, ad esempio Cà del Vento, Cà del Lupo, Gessi di Borzano, Monte Duro, Media Val Tresinaro e Val Dorgola – spiegano i consiglieri – Perché l’ambiente fluviale del Tresinaro merita di essere valorizzato dal punto di vista ambientale e non essere solo considerato come una potenziale minaccia che occorre monitorare, facendo effettuare al Servizio tecnico di bacino più o meno consoni interventi di pulizia».
Secondo i consiglieri, le opportunità sarebbero diverse, anche economicamente: il parco potrebbe diventare «un concreto e formidabile volano per l’economia locale, specie considerando la naturale ed ora inespressa inclinazione turistica di molte attività: commercio e strutture di ristorazione, alberghiere ed enogastronomiche». Inoltre, sarebbe un percorso in continuità: «Una delle opzioni previste dal Piano strutturale comunale (Psc, ndr) – concludono – è proprio quella del cosiddetto "raggio verde del Tresinaro": un bacino verde intorno al quale sviluppare una politica ambientale e di recupero e di valorizzazione». —
Adr.Ar.
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