Gazzetta di Reggio

Reggio

Tafferugli Del 25 aprile 2014 contro Salvini 

Un presidio antifascista nel giorno del processo

L.S.
Un presidio antifascista nel giorno del processo

La manifestazione dei Carc stamattina in piazza del Monte mentre in tribunale si tiene una nuova udienza contro i militanti di estrema sinistra 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un presidio antifascista si terrà oggi dalle 9 in piazza del Monte in occasione della nuova udienza in Tribunale del procedimento contro due militanti di estrema sinistra. Era il 25 aprile 2014 quando fu indetta una protesta di piazza contro Matteo Salvini, che quel giorno faceva tappa a Reggio nell'ambito del “No Euro Tour”. Gli eccessi che ne seguirono, di cui fecero le spese le forze dell'ordine, indussero il sostituto procuratore Maria Rita Pantani a formulare un'accusa circostanziata e documentata nei confronti dei responsabili. Prende le loro difese il partito dei Carc (comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo), che si mobilita anche a Milano per un analogo processo di appello.

Il Carc reggiano intitolato a Lidia Lanzi organizza l'odierno presidio di “solidarietà a Mattia e Gianmarco” e lancia una sottoscrizione in loro favore per il pagamento delle spese legali. «L'iniziativa per cui gli antifascisti sono scesi in piazza quel 25 aprile – spiega il portavoce Andrea Scarfone – è stata legittima perchè è legittimo tutto ciò che va negli interessi delle masse popolari e della loro organizzazione». Il Carc non se la prende soltanto con i decreti per la sicurezza varati da Salvini in qualità di ministro degli Interni. Essi, infatti, sono a suo parere «il prosieguo della linea Minniti, oggi garantiti dal nuovo ministro degli Interni Luciana Lamorgese, collaboratrice di Alfano».

Mentre Salvini denuncia la violenza dei centri sociali e dell'estrema sinistra, contrapponendola al carattere pacifico delle manifestazioni leghiste, il Carc grida contro «il ricorso sempre più aperto e dispiegato della repressione» e invita a rispondere «colpo su colpo alle provocazioni e agli attacchi repressivi».

La polemica si estende alle scelte delle amministrazioni locali: «Non abbiamo bisogno – scrive ancora Scarfone – di opere speculative come il Biogas di Iren a Gavassa, nè tanto meno di ennesimi centri commerciali che soffocano ancora di più l'aria e l'ambiente cittadino (e poi ci si scandalizza, in Comune, per gli incendi i Amazzonia e in Siberia)». —

L.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google