Gazzetta di Reggio

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Volano pugni e sedie: «C’è un’altra rissa di fianco al bar Elisa chiuso dalla polizia»

Ambra Prati
I poliziotti in via Emilia San Pietro
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I poliziotti in via Emilia San Pietro

Reggio Emilia, le forze dell’ordine arrivano e trovano due che litigano Un esercente: «La clientela equivoca spostata di due metri»

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REGGIO EMILIA. Urla, pugni e tavolini di plastica lanciati: è quanto hanno segnalato i negozianti. Sul posto però sono rimasti solo due litiganti – entrambi italiani e di una certa età – che si inseguivano, rincorsi a loro volta dagli agenti. Non c’è pace per via Emilia San Pietro, dove ieri è scoppiata un parapiglia proprio a fianco del bar Elisa, il locale chiuso per la terza volta perché considerato covo di pregiudicati e attività illecite.

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La miccia è scattata poco dopo le 18 di lunedo 16 settembre, tra un numero imprecisato di avventori che si trovavano davanti al ristorante cinese situato a fianco dell’Elisa. «Venite subito, c’è una rissa», è stato il tenore delle telefonate allarmate arrivate al 113, che parlavano di un gruppo di persone. Considerato il luogo, la mobilitazione delle forze dell’ordine è stata massiccia: sono sopraggiunte due pattuglie della Squadra Volante della polizia e ben tre pattuglie della polizia municipale.

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All’arrivo degli agenti, tuttavia, sul posto sono rimasti solo una donna e due uomini, italiani e di una certa età, che hanno continuato il diverbio tenuti a distanza dagli agenti: uno accusava apertamente l’altro di averlo preso a pugni. Nessun riscontro di quanto segnalato, nessun estremo per delle denunce: i due litiganti, identificati, potranno sporgere querela di parte.«Hanno chiuso il bar Elisa, ma la clientela equivoca non ha fatto che spostarsi di pochi metri, addirittura traslocando sedie e tavolini lasciati fuori dal bar davanti al ristorante cinese a due metri di distanza. Si vedono le stesse facce. Non è cambiato nulla», ha detto un negoziante esacerbato.

Al Bar Elisa, al civico 69/a, è stata sospesa la licenza per tre volte: nel 2017 per sette giorni, nel 2018 per dodici giorni e ad inizio settimana per 15 giorni. Il motivo degli ultimi sigilli, secondo la questura che esegue controlli incessanti, è sempre il medesimo: «un abituale luogo di ritrovo di persone pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica».«Siamo alle solite. Dopo centinaia di riunioni vane, noi ormai abbiamo smesso di andare dal sindaco o dal questore: finché non ci scappa il morto...», ha commentato nient’affatto sorpreso Giacomo Scillìa, il presidente del comitato dei commercianti di via Emilia San Pietro, ieri fuori città.

«Quei 200 metri che vanno dal semaforo alla pasticceria Ligabue sono fuori controllo. In quel tratto, alle 10 del mattino, ci sono tossicodipendenti, prostitute che adescano gli anziani e trans che battono. Noi possiamo solo ringraziare di cuore i ragazzi della Squadra Volante e del Nucleo Radiomobile, che sono tutto il giorno sulla strada e che intervengono con tempestività. Ma i loro interventi vengono vanificati dall’inerzia delle istituzioni».

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