«Con Industria 4.0 risparmi ingenti pagati dallo Stato»
Anche per il segretario reggiano della Fiom, Luca Vecchi, i conti non tornano. La ricchezza è tornata ma è appannaggio degli industriali più che degli operai che hanno aiutato a produrla. Ed è stata generata sia da buoni prodotti ma anche da significativi risparmi e finanziamenti, spesso incentivati dalla Stato. Tra questi l’architrave del sistema odierno di innovazione, chiamato Industria 4.0. «Ha aumentato la produttività ma è stato un programma pagato dalla collettività generando profitto che va redistribuito» ha detto ieri Vecchi della Fiom di Reggio parlando alle assemblee generali delle Fiom dell’Emilia Romagna. La preoccupazione per il segretario reggiano delle tute blu è legato anche alla frenata della Germania, alla quale è legata la meccanica di casa nostra. «Reggio è un land tedesco da questo punto di vista - dice Vecchi - per ora non ci sono contraccolpi ma la componentistica reggiana viene venduta lì. Siamo molto esposti sulle esportazioni e il problema è il mercato interno. Per questo continuiamo a ribadire che bisogna stimolarlo tagliando il cuneo fiscale. Ma quei soldi devono andare ai lavoratori, non a una minor tassazione degli imprenditori».
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