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la denuncia dell’ordine 

«Gli assistenti sociali? Il 90% di loro è vittima di aggressioni al lavoro»

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reggio emilia. Il 90% degli assistenti sociali italiani è vittima di aggressioni verbali o fisiche. Un mestiere a rischio che ha risentito dell’effetto Bibbiano, come conferma Gianmarco Gazzi, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali: «Sul nostro sito abbiamo un sistema di rilevazione delle minacce: nel periodo estivo, che di solito registra un calo di casi, quest’anno abbiamo registrato una segnalazione al giorno».

Un fenomeno che era già preoccupante che emerge da uno studio presentato ieri alla Camera. «Dalla ricerca – spiega Gazzi – emerge che 9 assistenti sociali su 10 nella loro carriera professionale siano stati aggrediti o minacciati. È importante prevenire il fenomeno». Due le direttrici su cui muoversi. «Da un lato bisogna aumentare la sicurezza degli operatori e dall’altro garantire i diritti e i servizi ai cittadini, la cui frustrazione nasce dalla differenza tra le aspettative o da quanto promesso e i servizi effettivamente erogati». La proposta dell’Ordine è quella di «dotare di sufficienti risorse di personale e servizi a favore della popolazione».

Altro elemento che emerge è che, trattandosi di una professione molto femminile, la maggioranza delle vittime è fatta di donne. Molti sono stati aggrediti nei luoghi di lavoro, con oggetti presenti negli uffici o con armi portate da casa. Un assistente sociale su tre ha paura quando va in ufficio e teme per la propria incolumità o quella dei propri figli. All’incontro hanno partecipato la deputata del Pd Debora Serracchiani, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, la parlamentare Elena Carnevali, presentatrice della proposta di legge per la sicurezza delle professioni sanitarie, Luca De Compadri del Cnel e Bernardo Enzo Pio della Cgil. —

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