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il nuovo contratto delle tute blue 

«Imprese ricche come prima della crisi ma quei soldi sono anche dei lavoratori»

E.L.T.
«Imprese ricche come prima della crisi ma quei soldi sono anche dei lavoratori»

Ieri a Reggio l’attivo della Fiom. La segretaria Re David: «Da Federmeccanica pretendiamo una redistribuzione più equa»

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REGGIO EMILIA. «È importante che, dopo tanti anni di piattaforme separate sul contratto dei metalmeccanici ora ce ne sia una unitaria, perché in una fase di attacco del lavoro, i lavoratori devono stare uniti». Il segretario nazionale della Fiom, Francesca Re David, ha davanti giorni intensi. Riformato dopo 12 anni il fronte comune con Fim-Cisl e Uilm-Uil, oggi tenderà l’orecchio all’incontro tra Cgil (presente il reggiano Maurizio Landini), Cisl e Uil con il premier Giuseppe Conte con il neo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Un banco di prova in vista poi del rinnovo del contratto per mettere più soldi nelle tasche delle tute blu.

Tutti temi anticipati ieri durante l’incontro della Fiom emiliano-romagnola avvenuto al centro Malaguzzi di Reggio Emilia, città che esprime la seconda più grande sigla dei metalmeccanici in Italia dopo Bologna.

Si è parlato infatti della piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto di categoria, alla vigilia delle assemblee nelle aziende che porteranno (a livello nazionale) al voto dei lavoratori il 13, 14 e 15 ottobre. Gli oltre 500 delegati territoriali di tutta la regione si sono dati appuntamento ieri a Reggio Emilia in un unico appuntamento dedicato alle proposte sindacali che saranno presentate a Federmeccanica insieme a Fim e Uilm. «Si tratta di un documento ambizioso perché ci proponiamo l’obiettivo di redistribuire il salario ai lavoratori, cosa che le imprese non hanno fatto, disattendendo un elemento importante del contratto precedente – ha spiegato Re David – Chiediamo un aumento significativo che vuol dire restituire una ricchezza che anche negli anni della crisi le imprese hanno accumulato perché oggi producono la stessa ricchezza del 2007, che però è andata solo da una parte».

Inoltre, prosegue la leader della Fiom, «chiediamo di intervenire sul tema degli appalti perché le aziende si sono riorganizzate con i lavoratori in appalto che sono privi dei diritti sindacali minimi, da quello di assemblea, alla mensa». E ancora: «Chiediamo che si metta sotto controllo il lavoro precario e si faccia una formazione vera, raccogliendo in questo modo la sfida dell'innovazione». Nel contempo «chiediamo che l’Italia faccia politiche industriali spingendo in avanti e cercando di fare concorrenza sulla qualità dei suoi prodotti e non sul costo del lavoro».

Spazio anche al salario minimo. Per la sindacalista, «se riconosce i contratti e i diritti che essi comportano è una misura positiva. Se si riduce al salario orario, si traduce in un taglio per i lavoratori». Oggi all’incotro tra i confederali e il governo, la Fiom si aspetta che i sindacati mettano sul piatto anche il tema della riforma fiscale, «con un fisco progressivo e non la flat tax», della «lotta all’evasione» e delle pensioni «perché davvero quello – dice Re David– è un mini titolo». Samuele Lodi, segretario della Fiom Emilia-Romagna, aggiunge: «Mai come questa volta c’è una piattaforma che rappresenta le nostre istanze degli ultimi anni. Penso che parli al nuovo governo della necessità di riorganizzare i contratti nazionali a fronte della fortissima proliferazione di dumping contrattuale e contratti pirata». Solo nelle aziende reggiane si svolgeranno nei prossimi giorni 350 assemblee, per coinvolgere nel dibattito sulla piattaforma circa 10.000 operai metalmeccanici. —

E.L.T.

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