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Seta, è caos in biglietteria Caldo e code senza fine «Una fila di due giorni»

Ambra Prati
Seta, è caos in biglietteria Caldo e code senza fine «Una fila di due giorni»

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REGGIO EMILIA. Code interminabili, caldo asfissiante, ore di attesa, strumenti tecnologici malfunzionanti. Non sono mancati nemmeno i momenti di tensione, sabato scorso, a causa di una discussione su una mancata precedenza scoppiata tra cittadini in fila. Queste le lamentele di reggiani – genitori, nonni e zii – che, in questi giorni, si sono recati alla biglietteria cittadina di Seta in piazzale Europa per rinnovare l’abbonamento del trasporto pubblico per i ragazzi.

Nel periodo clou di inizio anno scolastico, si sa, il chiosco Seta situato all’autostazione è sempre stato preso d’assalto, ma stavolta i reggiani hanno registrato più di un disservizio.

«Sono venuto per mia nipote, studentessa delle superiori: tra un mese si trasferirà da Albinea a Cadelbosco, quindi si deve ricodificare la tessera inserendo il nuovo percorso, non basta comprare l’abbonamento – ha raccontato un reggiano di 65 anni – Sono andato sabato, ho preso il numero: 150 persone davanti, tempo di attesa stimato 4 ore. C’era un caldo asfissiante, perciò ho pensato di fare una commissione e tornare più tardi. Dopo due ore avevano servito solo 20 persone perché, hanno detto, internet funzionava male. Pochi addetti agli sportelli, con la coda che arrivava fin fuori: sanno che questi giorni sono i più affollati, che ci vuole ad aprire tutti gli sportelli? In più c’era una dipendente che si divideva tra due postazioni, non ho capito perché. Mi spiace per gli addetti, bersaglio delle lamentele delle persone che arrivano da loro già spazientiti». Il 65enne ha rinunciato ed è tornato in piazzale Europa lunedì scorso. «Stessa lunga attesa, con la differenza che erano esauriti i bigliettini conta fila e con la gente ammassata non si capiva a chi toccava. È il primo pomeriggio e ci sono persone che aspettano dalle 10 del mattino».

C’è chi viene da Reggiolo, chi da Ligonchio, come racconta una signora, che si è dichiarata una nonna, tornata anche lei lunedì per il secondo giorno: «Quando non c’era la tessera personale era molto più semplice: si andava in tabaccheria in paese e basta. È la prima volta che vengo qui, mai avrei immaginato questo caos. C’è da perderci la giornata». —

Ambra Prati

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