Tafferugli contro Salvini condannati due “antagonisti”
Reggio Emilia, i legali di Cavatorti (Carc) e De Pieri (Tpo): «Lette le motivazioni, faremo appello» L’avvocato Marcuz: «Era da sentire il cronista della Gazzetta che girò il video»
REGGIO EMILIA. Dopo oltre un’ora di camera di consiglio il giudice Simone Medioli Devoto ha – nella mattina di martedì 17 settembre - condannato a 9 mesi di reclusione (pena sospesa) il reggiano 30enne Mattia Cavatorti dei Carc e il bolognese 44enne Giovanni Marco De Pieri (leader del Tpo). Ha considerato entrambi coinvolti nei tafferugli del 25 aprile 2014, scoppiati in occasione del comizio del segretario federale leghista Matteo Salvini all’Hotel Posta. Tre poliziotti vennero feriti (uno subì la frattura di una gamba) nello scontro con gli “antagonisti” .
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Non c’è tensione: a parte gli addetti lavori, in aula – alla lettura della sentenza – è presente solo Cavatorti che all’uscita, davanti al taccuino, preferisce lasciar parlare il suo difensore, cioè l’avvocato Mario Marcuz: «Faremo sicuramente appello – dice il legale – ed ora aspettiamo le motivazioni della sentenza per capire come il giudice sia arrivato a questo esito processuale». Ancora più sbrigativo l’avvocato Elia De Caro, in rappresentanza di De Pieri: «Leggiamo le motivazioni della sentenza, poi faremo appello».
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In precedenza la Procura (il pm Maria Rita Pantani ha coordinato le indagini della Digos) aveva chiesto – per entrambi gli imputati – una condanna leggermente più pesante (un anno di reclusione), mentre le difese hanno ritenuto non provata l’accusa di lesioni volontarie riguardante i loro assistiti, da qui la doppia richiesta d’assoluzione. Nell’udienza precedente la lunga discussione aveva riguardato filmati e foto di quel giorno, ma anche quanto accertarono gli uomini della Digos seguendo l'evolversi di quella contrapposizione sviluppatasi attorno alle transenne che delimitavano la zona non accessibile ai manifestanti.
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Ieri, nella sua arringa, l’avvocato Marcuz ha polemizzato sul fatto che non è stato sentito – durante il processo – l’autore del video su quei momenti concitati. «Quel filmato è importante e sulla sua origine gli inquirenti ne hanno dato tre versioni differenti. In realtà l’ha girato Evaristo Sparvieri, di cui era necessaria la testimonianza in aula». Evaristo Sparvieri è un giornalista della Gazzetta di Reggio che quel giorno ha documentato la manifestazione, tafferugli compresi, per poi pubblicare (senza manipolazioni, ma solo montando quanto girato) l’intero filmato sia su Youtube sia sul sito del nostro giornale.
Cinque anni fa ai centri sociali non era andata giù la tappa reggiana del segretario della Lega Nord con il suo “Basta Euro Tour” proprio in concomitanza con le celebrazioni del 25 Aprile. Da qui la contromanifestazione al grido di “Respingiamo la Lega”.Il primo faccia a faccia in via Monzermone: saltano le transenne e la polizia indietreggia, cercando di evitare la carica. Il secondo posto di blocco è in via Guido da Castello. Salterà pure questo sbarramento, con anche stavolta le transenne che volano via. Tensione a mille che scemerà solo dipo circa un’ora.
Per quei tafferugli erano finite sotto processo altre 14 persone (di Aq16) che in udienza preliminare hanno già subìto condanne lievi (fra i 5 e i 7 mesi di reclusione, con pena sospesa).
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