Cavana via dal consiglio per protesta contro il governo giallo-rosso
Il medico rinuncia a bruciare in piazza la maglietta del M5S Al suo posto entrerà Luca Maioli, il primo dei non eletti
Castelnovo Monti. Acque agitate tra i gruppi di minoranza in consiglio comunale, nella seduta di martedì sera. Il capogruppo e candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative, Roberto Cavana, ha confermato le proprie dimissioni, ma non brucerà, come aveva annunciato, la maglia del Movimento. La lascerà a Luca Maioli, destinato a subentrargli in consiglio dalla prossima seduta.
Mariella Filippi, consigliera del gruppo Castelnovo Libera, si è parimenti dimessa, ma la sua surroga resta in pratica in sospeso. Giorgio Caselli, che la seguiva nell’ordine degli eletti alle ultime elezioni amministrative, non si è presentato in consiglio e pare sia incline a rinunciare alla nomina. In quel caso al suo posto avrebbe diritto di subentrare Prospero Ferrari.
no al governo
Cavana ha spiegato perché si è dimesso: «L’avevo preannunciato, ma ho voluto aspettare perché ho creduto fino alla fine che non potesse nascere un accordo di governo tra M5S e Pd. Mi sono preso una settimana di ferie durante la quale ho riguardato vari video e riflettuto sulla politica. Naturalmente non esiste più una classe politica di spessore come quella che mi piaceva sentire argomentare durante le tribune elettorali di 50 anni fa, una classe politica che non utilizzava insulti né atteggiamenti irrispettosi nei confronti degli avversari politici. E rivedendo i video mi sono trovato spiazzato, orfano di un Movimento che si era proposto come qualcosa di alternativo, per il cambiamento e per nuove, fresche basi dell’argomentare politico; un Movimento per il quale a livello locale ho speso miei soldi e tempo per provare a cambiare e portare aria nuova».
«Ho rivisto il video di quando Grillo con Di Maio si recarono da Renzi – ha proseguito l’ormai ex capogruppo del Movimento – ed entrambe le parti si dissero di tutto e di più; il video di Di Maio “Mai con partito di Bibbiano”; il video di Di Battista e quello della Taverna che augurava “la morte” al Pd; di Renzi quando diceva “se perdo il referendum, esco dalla politica”. Dopo tutto questo, e a breve distanza di tempo – ha sottolineato Cavana – riescono a raggiungere un accordo, presentato al Paese come necessario perché “se si va a votare, vince l’altro”. Discutibile anche questo anelito democratico. E non per le poltrone, ma per il bene del Paese si fa l’impossibile. Considerando tutto ciò, ho preso la mia decisione: non me la sento più di rappresentare un Movimento che è profondamente cambiato nei valori, che un giorno dice una cosa e poco tempo dopo smentisce il discorso precedente».
«Si tratta di mantenere la coerenza – ha proseguito – e le linee guida per cui si è fondato il Movimento, i principi per cui è cresciuto. C’è chi mi ha consigliato di rimanere perché il Movimento trasformerà i soci del Pd. Non ci credo, e comunque se da questo accordo scaturiranno opportunità positive per il Paese, tanto di cappello».
«So per certo – ha concluso Cavana – che altri di quelli che mi hanno seguito nell’avventura delle elezioni locali hanno intenzione di lasciare il Movimento. In questi giorni non ho contattato nessuno, anche per non influenzare le loro decisioni. Ma qualcuno resterà e lascio volentieri il mio posto, augurandogli di fare un lavoro in consiglio molto più proficuo del mio».
mancato falò
Il mancato falò della maglietta del Movimento lascia però qualche rimpianto. Ad esempio in Umberto Gianferrari, che era stato “prenotato” da Cavana per riprenderlo durante l’azione : «Non farlo più – è stato il giudizio di Gianferrari – secondo me è una mancanza di coraggio. Sarebbe stato un gesto di peso politico, per dare voce a tanti che di questo accordo non sono affatto contenti». —
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