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Il riconoscimento della Gazzetta 

La Ct Bertolini: «Le donne salveranno il calcio»

Jacopo Della Porta
La Ct Bertolini: «Le donne salveranno il calcio»

L’allenatrice delle Azzurre premiata nella sala consiliare di Correggio «Abbiamo portato in campo valori che mancano un po’ tra i maschi»

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«Lo dicevo prima del Mondiale e lo dico a maggior ragione dopo questa intensa estate. Le donne salveranno il calcio». Milena Bertolini lo dice rispondendo a una domanda del direttore della Gazzetta di Reggio Stefano Scansani, che ieri le ha consegnato il riconoscimento “Reggiana dell’anno 2019” nella sala del consiglio comunale di Correggio, paese natale della commissaria tecnica della Nazionale femminile, che ha guidato le Azzurre fino ai quarti di finale in Francia.

Basta dare un’occhiata a questo inizio di campionato di calcio di serie A per constatare che le ragioni per dover salvare il calcio non mancano: dai casi di razzismo di Cagliari e Verona, dove giocatori di colore sono stati vittime di “buu” razzisti, fino alle retate delle forze di polizia in alcune curve, il catalogo degli episodi poco edificanti è molto ricco.

«Questa Nazionale – ha detto Milena Bertolini – ha portato in campo i veri valori dello sport: autenticità, e quando sei autentico riesci ad emozionare, spirito di sacrificio, rispetto per l’avversario e per le regole. Tutte cose che si sono un po’ perse nel calcio professionistico maschile, perché girano soldi ed è un business. Abbiamo portato valori che un po’ mancano e che sono l’essenza dello sport. Quindi credo che il calcio femminile possa contaminare il calcio professionistico. Credo che lo salverà e questa estate ne abbiamo avuto la dimostrazione».

Bertolini è tornata nella sala consiliare di Correggio dove dal 1994 al 1998 fu assessore allo Sport. Ad accoglierla per la cerimonia della consegna del premio della Gazzetta c’erano il sindaco Ilenia Malavasi, il prefetto Maria Grazie Forte, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, il questore Antonio Sbordone, il comandante provinciale dei carabinieri Cristiano Desideri con il comandante di Correggio Antonio Fanelli, il comandante provinciale della guardia di finanza Edoardo Moro con il comandante locale Italo Cipriani e il comandante della polizia municipale di Correggio Tiziano Toni. Tra il pubblico, oltre a Eves Corradini, madre della ct, e la zia Carla, c’erano Francesco Messori (Nazionale italiana amputati), rappresentanti della Correggese calcio e delle società sportive locali, e amici e amiche che in questi anni hanno assistito all’ascesa della loro concittadina come giocatrice e poi allenatrice. Un percorso professionale non privo di difficoltà, da vera pioniera, in un mondo un tempo quasi esclusivamente maschile, che tutt’ora continua in alcune frange più retrograde e per fortuna sempre più minoritarie, a guardare con sufficienza al movimento del calcio femminile.

«Da giugno sono entrata in un turbillon – ha detto Milena Bertolini – fatto di incontri, appuntamenti: sono stata dal presidente della Repubblica Mattarella, ho ballato con Roberto Bolle. Sto vivendo qualcosa che ho sempre desiderato nei miei 40 anni da giocatrice e allenatrice».

Il ct ha ricordato i tempi in cui «fare la calciatrice non era facile perché c’erano stereotipi e pregiudizi, anche se per fortuna avevo una famiglia avanti, con una visione della donna avanti. La mia famiglia mi ha sempre supportato e dunque certe cose non mi hanno mai scalfito».

Per Milena Bertolini essere sotto i riflettori non rappresenta solo un momento di gratificazione personale. «Il mio ruolo è quello di allenatrice, ma visto che le donne non fanno mai un solo lavoro, mi prendo anche questo ruolo, che serve per far conoscere il movimento e aiutare le bambine che vogliono giocare a calcio».

Il direttore della Gazzetta Scansani ha chiesto all’allenatrice quanta reggianità c’è nella sua carriera e nello straordinario risultato sportivo ottenuto in Francia. «Vengo da una famiglia contadina di Lemizzone – ha detto la ct – da una terra contadina, dove per ottenere le cose bisogna lavorare, impegnarsi, studiare e credo che i risultati ottenuti dalle ragazze siano frutto di questa mentalità del lavoro duro». L’allenatrice ha parlato di «reggianità forte», che per lei è sinonimo di «pragmatismo, di concretezza».

Il sindaco Malavasi ha ribadito i legami di Milena Bertolini con Correggio, sottolineando come tutta la comunità abbia «seguito con orgoglio tutti i suoi successi, come donna e come sportiva».

Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal prefetto Maria Grazia Forte e dal presidente della Provincia Giorgio Zanni, che ha ricordato l’emozione suscitata in lui nel vedere il Primo Tricolore nato a Reggio sulla panchina Azzurra ai Mondiali.

La cerimonia di premiazione si è conclusa con un brindisi e un rinfresco offerto dal forno “Marco&Rita”. —



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