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«Sbarre chiuse troppo a lungo traffico paralizzato in paese»

Daniela Aliu
«Sbarre chiuse troppo a lungo traffico paralizzato in paese»

Montano le proteste per i tempi di attesa ai passaggi a livello: 10-15 minuti Un addetto alle ambulanze: «Tempi fatali per le crisi cardiache e i codici rossi»

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Bibbiano. «Un paese sequestrato dalle sbarre del trenino», scrive un cittadino rilanciando le proteste che ormai sono quotidiane. Sembra una favola, ma non lo è. È il calvario che i lavoratori, i pendolari, i genitori che accompagno a scuola i figli, vivono ogni giorno a causa delle sbarre dei passaggi a livello della linea ferroviaria Reggio-Ciano chiusi per dieci-quindici minuti.

Un calvario che inizia alle 7.30 del mattino quando le sbarre si abbassano alle porte del paese e provocano lunghe colonne di macchine non solo in prossimità dei passaggi a livello, ma anche in buona parte delle strade. Nel centro di Bibbiano la colonna spesso arriva fino all’altezza del Conad (1,6 chilometri di distanza). Percorrendo invece via Franchetti (dalla parte opposta) la colonna al mattino arriva fino alla rotonda che porta all’ingresso di Montecchio, distante tre chilometri.

Il problema, che sta creando proteste, non migliora dopo l’orario nel quale si portano i figli a scuola. Nonostante le lamentele dei cittadini che risiedono in diversi punti della Val d’Enza, in particolare quelli che vivono nei pressi dei passaggi a livello, finora il problema non ha trovato una soluzione adeguata da parte di Fer.

Da ricordare, inoltre, che al passaggio a livello di via Franchetti, mercoledì 11 settembre, alle 8 del mattino, è rimasta bloccata dalle sbarre anche un’automedica che avrebbe dovuto trasportare d’urgenza il medico dall'ospedale Franchini di Montecchio verso Quattro Castella, per assistere un motociclista rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. È stata una persona del luogo a filmare l’accaduto. Il motociclista è stato poi trasportato in gravissime condizioni all’ospedale di Parma con l’elisoccorso.

Intanto fioccano le lamentele e le proteste dei residenti, e in tanti commentano la situazione. «Non è possibile aspettare dieci minuti perché passi un treno con un solo vagone», fa presente un cittadino. E un altro fa due conti spiegando che «dieci minuti di attesa per due volte al giorno sono 20 minuti al giorno. Quindi, 600 minuti al mese e 7.200 minuti l’anno, che corrispondono a 5 giorni. Cari automobilisti, in auto vivete 5 giorni l’anno fermi ad aspettare che passi il treno».

Secondo altri, «ieri mattina alle 7.40 la coda arrivava alla rotonda del Manara». E ancora: «Anche a San Polo sono stata ferma per 15 minuti». Il problema delle sbarre chiuse a lungo è un problema che riguarda tutta la Val d’Enza e – secondo i cittadini – va risolto al più presto. «Dieci o quindici minuti di attesa fermi in colonna – viene anche spiegato dal personale delle ambulanze – sono fatali per un malato con problemi cardiaci o qualsiasi codice rosso. Sulla problematica si spera in una soluzione rapida». —

Daniela Aliu

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