Di Maio ora è sotto accusa «Sui social frasi da barbari»
Tarquini, difensore del sindaco Carletti, sulla decisione di denunciare il leader M5s «Ci sono commenti che sono irripetibili e che mettono a rischio l’incolumità»
REGGIO EMILIA. «Ci sono commenti che sono sia diffamatori che minacciosi: mettono a rischio anche l’incolumità familiare. Ci sono affermazioni che è difficile ripetere, sono barbare». Così Giovanni Tarquini, difensore del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, inquadra il clima mediatico attorno al quale è stata presa la decisione di presentare denuncia verso 147 autori di post, tweet e mail nei quali si ipotizzano minacce e diffamazioni. Un lungo elenco nel quale è presente anche il ministro degli Esteri e leader M5s, Luigi Di Maio.
Sarà la Procura a valutare il tutto (identificando prima tutti gli autori, visto che non pochi leoni da tastiera sono mascherati dietro falsi nickname) e questa denuncia non rimarrà isolata, dato che lo studio legale sta passando al setaccio altre decine di messaggi su Facebook e mail. La querela presentata da Carletti risale al 12 agosto. E, spiega Tarquini, «è stata presentata perché il fenomeno sui social è stato ed è devastante» per il sindaco di Bibbiano. Il legale conferma quanto anticipato dalla Gazzetta, ovvero che «una delle occasioni scatenanti» di questi commenti è stato proprio un post che Luigi Di Maio, all’epoca vicepremier, «ha pubblicato il 27 giugno, il giorno dell’ordinanza di custodia cautelare, con l’immagine di Carletti con la fascia tricolore e la scritta sotto “il sindaco del Pd che faceva affari coi bambini”».
Per Tarquini è questa la frase problematica «dal punto di vista della diffamazione e del rischio di subire aggressioni». E, sempre secondo l’avvocato, Carletti «visto il fenomeno sempre più pesante delle minacce, delle diffamazioni e dei commenti barbari che leggeva soprattutto su Facebook, mi ha chiesto di intervenire segnalando all’autorità giudiziaria queste cose, perché c’è un problema anche di sicurezza sua e della sua famiglia. Carletti ci tiene che si sappia che ha preso questa iniziativa non perché ritiene che si debba limitare o arginare la libertà di espressione, però c’è un problema grosso di diffamazione e di sicurezza personale. Ed è evidente – conclude – che in questo senso continuerà a tutelarsi in tutte le sedi competenti». Quella del sindaco di Bibbiano non è la prima denuncia ricevuta da Di Maio sull’inchiesta in Val d’Enza. E anche il Pd nazionale ha denunciato il leader M5s con il quale è adesso alleato di governo, nell’ambito della campagna anti-haters lanciata dal segretario dem, Nicola Zingaretti: una denuncia che non è stata ritirata dai dem nazionali nemmeno durante la trattativa che ha portato alla nascita e dell’attuale esecutivo giallo-rosso. Una circostanza su cui adesso punta il dito la parlamentare reggiana di Forza Italia, Benedetta Fiorini: «Amici al governo e nemici in tribunale sul caso Bibbiano», affonda la deputata forzista. Sulla denuncia di Carletti a Di Maio, interviene invece l’esponente reggiana M5s, Natascia Cersosimo, capogruppo pentastellata nell’Unione Val d’Enza e candidata a sindaco di Cavriago alle ultime amministrative, che per prima aveva segnalato le presunte irregolarità sugli affidi poi finiti sotto la lente della Procura. «Stiamo scherzando spero», il commento della 5 Stelle. —
E.Spa.- T.S.
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