Indagati alla Spezia i gestori del canile di Castelnovo Sotto
Per l’accusa, animali lasciati senza medicine né cibo e messi in gabbie irregolari Coinvolte pure due funzionarie comunali: pagati per più gatti di quelli che c’erano
castelnovo sotto. È arrivata all’avviso di conclusione indagini l’inchiesta tutta spezzina che riguarda il canile di San Venerio. Cinque gli indagati a cui è stato notificato l’avviso: ci sono anche i gestori del canile “Madonna delle Guadalupe” di Castelnovo Sotto. Si tratta di Valentina D’Alessandro ed Ernesto Zani. Il reato è abbandono di animali in concorso.
A dare notizia è il quotidiano ligure “Il Secolo XIX”. Secondo la procura spezzina, quando la D’Alessandro era direttore del gattile/canile San Venerio e Zagni rappresentante della società Animalcoop, avrebbero detenuto cani e gatti a loro affidati «in condizioni incompatibili e produttive di grandi sofferenze». Si parla di animali lasciati senza cibo, o somministrando loro cibo scaduto o di qualità scadente, mantenuti in gabbie Kennel che sono idonee solo al trasporto e non alla normale detenzione, lasciandoli privi delle coperture farmacologiche «ritardandone la guarigione e cagionando inutili sofferenze».
Le contestazioni si riferiscono al periodo tra il 2015 e il 2016, quando Animalcoop aveva in gestione la struttura comunale.
L’inchiesta era partita dopo le segnalazioni di Legambiente. A indagare la polizia municipale e la guardia di finanza spezzine. Gli altri indagati sono due funzionarie comunali e la rappresentante di una onlus.
Sotto accusa ci sono anche le fatture che il Comune pagava ad Animalcoop, e dunque a Zagni, per il mantenimento dei gatti nella struttura e le attestazioni che, secondo la procura, avrebbe fatto pagare per un numero maggiore di gatti rispetto a quelli che c’erano nella struttura. Per questo, Zagni e le due funzionarie sono indagate anche del reato di truffa. Lo è anche la rappresentanze di una onlus, per lo stesso motivo e per un periodo antecedente alla gestione di Zagni.
Per una delle funzionarie, responsabile dell’Ufficio Tutela Animali, l’accusa è di rivelazione di segreti di ufficio: avrebbe avvertito Zagni del prossimo controllo da parte della polizia municipale, formalmente richiesto da lei nello svolgimento dei suoi compiti. La stessa è indagata per falsità materiale e ideologica in atti pubblici.
Ora, le difese hanno venti giorni di tempo per presentare eventuali memorie o chiedere di essere sentiti. Poi, sarà il pm a procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o in alternativa l’archiviazione.
Alla fine del 2018, aveva fatto discutere la notizia di un esposto dell’associazione “Amici della terra” e un’ordinanza del Comune di Castelnovo Sotto che imponeva delle prescrizioni sulle condizioni di detenzioni dei cani al canile “Madonna delle Guadalupe”. Zagni e D’Alessandro però aveva dichiarato pubblicamente, anche alla Gazzetta, come avessero in realtà eredita una difficile situazione dalla precedente gestione e che fossero al lavoro per cambiare le cose.
Il canile Madonna delle Guadalupe è una struttura privata convenzionata con alcuni Comuni italiani, che qui ricoverano i cani che arrivano dai loro territori. —
El.Pe.
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