Vendita Vismara Amadori si sfila Braccio di ferro con la Ferrarini
REGGIO EMILIA. La pendenza davanti alla Ferrarini per poter uscire dalla crisi non cambia. Resta infatti scoscesa la strada verso la quota di galleggiamento, che sembra ancora distante. Prova ne è la presunta uscita di scena del gruppo Amadori, interessato all’acquisizione di Vismara, azienda controllata da Ferrarini e a sua volta in concordato preventivo. Un’uscita di scena confermata dal gruppo romagnolo, che però parla di scadenza dei termini della proposta presentata alla famiglia Ferrarini, spostando la palla sul campo degli imprenditori reggiani. In pratica la Amadori si sente liberata da ogni obbligo. Di tutt’altro avviso sono però Lisa Ferrarini e i suoi legali, che fanno leva su un contratto sottoscritto tra le due aziende, compreso nel piano concordatario e che era parte sostanziale della proposta da presentare ai creditori. Una firma che ha tenuto fino a poche ore fa, quando sarebbe giunta una comunicazione di senso opposto da parte della Amadori. Detto in soldoni, la questione è in mano ora ai rispettivi legali per capire se non ci sono più obblighi - come dicono i romagnoli - o se ci sono ancora - come dicono i reggiani, e se vanno fatti valere o se vanno compensati da risarcimenti. Motivo per il quale la strada resta scoscesa, perché sembra aprima vista un nuovo fronte nella saga della Ferrarini, campione dell’agroalimentare italiano impegnato in tre diversi concordati, per due dei quali è stato chiesto anche un rinvio dell’assemblea dei creditori. Per Vismara, inizialmente prevista per il 22 ottobre, è slittata al 22 gennaio 2020, mentre quella di Ferrarini è stata rinviata il 28 febbraio.
Le intenzioni della Amadori per la Vismara di Lecco erano certamente serie. Prova ne è la presenza dei suoi uomini all’interno dell’azienda in questi mesi, necessaria per valutare il compendio industriale e l’attività. Le fasi di acquisto sono sottoposte al vaglio del commissario giudiziale, il commercialista reggiano Franco Cadoppi, che due giorni fa ha incontrato i sindacati della Vismara. Sull’azienda ci sarebbero inoltre nuove manifestazioni di interesse, che fanno stemperare in parte la tensione della Ferrarini e dei 178 addetti rimasti in capo a Lecco - 33 impiegati e 145 operai in produzione - scesi dai 230 addetti dell’agosto del 2018, quando era partita la cassa integrazione. Il 24 settembre è fissata la camera di consiglio e forse per quella data si potrà sapere con precisione qual è la situazione relativa al contratto tra Ferrarini e Amadori, se ci sarà un punto di incontro e se il nodo verrà sciolto dai legali. —
Enrico Lorenzo Tidona
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