Corsa contro il tempo e un nuovo appello per trasformare il Seminario in Università
Sponsor e amministratori in visita al cantiere dell’edificio che ospiterà il terzo polo reggiano: servono ancora fondi
«Nell’autunno del 2020, all’inizio del prossimo anno accademico, contiamo di aver concluso i lavori che consentiranno di mutare la destinazione del seminario vescovile in nuovo Campus universitario. Abbiamo aperto il cantiere il 29 aprile, ricorrenza del primo miracolo della Madonna della Ghiara, speriamo di poter inaugurare il rinnovo del complesso il giorno di San Prospero (24 novembre) patrono della città di Reggio Emilia» .
Mauro Severi, presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, ha così sintetizzato il piano operativo del progetto che sta rivoluzionando i due immobili di viale Timavo e gli spazi circostanti. Poi ha accompagnato i convenuti a visitare gli edifici teatro dell’operazione che ha preso vita grazie alla generosità di tanti nostri concittadini. Fra i presenti, esponenti del Comitato e delle imprese che hanno aderito alla raccolta di risorse, offrendo consistenti contributi per formare un fondo finanziario, oltre ai tecnici che coordinano le opere, come l’architetto Andrea Bonori, il direttore dei lavori Giovanni Olivi, il progettista architetto Giovanni Manfredini. E, ovviamente, i rappresentanti della Chiesa reggiana, come il rettore don Alessandro Ravazzini, il vicario del vescovo Massimo Camisasca, don Alberto Nicelli, monsignor Umberto Tagliaferri.
Delegazione ufficiale anche dalla Regione con il segretario generale Giammaria Manghi (l’Emilia Romagna partecipa con mezzo milione di euro) e Stefania Bondavalli e della amministrazione comunale, con il vice sindaco Alex Pratissoli e l’assessore Daniele Marchi.
Dal tetto dell’edificio più alto (sulla facciata centrale spicca un gru di 35 metri con un “braccio” di altri 45) si domina il centro storico e spuntano i campanili delle basiliche. Nei vari piani si riesce invece a notare lo scheletro delle strutture in cemento ormai spogliate dalle mura interne; operazione necessaria per consentire la creazione dei nuovi assetti interni.
«Abbiamo promosso questo incontro per fare il punto sui lavori e mostrare gli spazi che si sono resi disponibili – ha precisato Severi – per creare aule e residenze. In seguito verranno innalzate le pareti, saranno acquisiti i serramenti e si passerà al consolidamento delle facciate che portano i segni del tempo, essendo state costruite una settantina di anni fa. Le spese per le opere già appaltate si aggirano sui 4 milioni e mezzo. Importo già garantito, ma ci sarà molto altro da fare per installare impianti e acquistare serramenti e accessori».
Ad arredare gli interni ci penserà l’Ateneo attingendo dagli altri insediamenti (via Kennedy e via Fogliani) che potranno essere in tutto o in parte abbandonati.
Severi ha ringraziato di tutto cuore gli autori di questa ennesima testimonianza collettiva di generosità e ha invitato a rendere disponibili le ulteriori risorse necessarie a completare il terzo polo accademico reggiano. —
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