Gazzetta di Reggio

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Gas e luce, contratti truffa a 600 reggiani

Roberto Fontanili

Dall’1 luglio 2020 ci sarà la liberalizzazione del mercato ma tante persone sono già state travolte da fenomeni illeciti

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Dall’1 luglio 2020 ci sarà la liberalizzazione del mercato dell’energia e ogni utente, entro tale data, dovrà aver scelto a quale gestore affidarsi. Una scelta andrà fatta, altrimenti il Garante per l’energia assegnerà con una sorta di sorteggio a quale gestore destinare il nostro contratto senza tener conto di quello precedente. In sostanza significa che il contratto in essere con il nostro attuale fornitore non verrà rinnovato automaticamente: si dovrà scegliere. E potrebbe accadere che la nostra nuova compagnia fornitrice di gas e luce abbia sede in Canada o in Russia senza che ci sia la presenza fisica di uno sportello nella nostra provincia, per cui tutti i rapporti (dai contratti ai reclami) viaggeranno esclusivamente via web o via telefono. Le uniche certezze che i consumatori avranno è che né il gas né la luce saranno staccati, ma anche che cambieranno – e in peggio – le condizioni rispetto all’attuale mercato tutelato, se non saremo noi a scegliere entro il 30 giugno.

Sono infatti circa 700 le compagnie fornitrici di luce a gas presenti sul mercato italiano che cercheranno di accaparrarsi il maggior numero di clienti. E in verità lo stanno già facendo e senza andare tanto per il sottile e le truffe a danno dei consumatori sono in aumento. Una normativa pensata per favorire i consumatori, si sta trasformando in una giungla in cui sono sempre più frequenti truffe ai danni di persone che si trovano ad aver sottoscritto tre o quattro contratti diversi per luce e gas, con tutti i gestori che reclamano il pagamento anche con l’accredito diretto sul conto corrente dell’utente, quando non accade che risulti che è stato fatto sottoscrivere un contratto a una persona già deceduta.

La Federconsumatori di Reggio, nel 2019, ha già scoperto 600 casi di contratti truffa per la fornitura di gas e luce e altrettanti per quanto riguarda i contratti con le compagnie telefoniche. A denunciare questo proliferare di truffe, a danno in particolare di anziani e persone sole, sono stati ieri Federconsumatori, Auser e Spi Cgil, che hanno deciso di unire le forze per sviluppare una campagna di informazione e prevenzione per evitare che negli ultimi giorni ci sia la ressa per decidere di sottoscrivere un contratto adatto alle singole esigenze familiari. Già ora Federconsumatori ha attivato lo sportello per fornire consulenze. Il problema però, hanno detto ieri Lucia Lusenti di Federconsumatori, Vera Romiti (vice presidente di Auser) e Renata Morgotti per lo Spi Cgil, è che «quasi sempre si deve affrontare il problema dopo aver scoperto la truffa e per risolvere la questione servono dai due a sei mesi».

Le indicazioni minime per non restare “intrappolati” sono quelle di non fare contratti telefonici e di non fornire mai i propri dati o mostrare la bolletta a persone non fidate e soprattutto non fare entrare in casa chi non si conosce, anche se si qualifica come rappresentante del nostro attuale gestore. Il truffatore solo da pochi codici presenti sulla bolletta è in grado di modificare il contratto e addebitare il pagamento in banca. Così come è sempre bene diffidare di chi si presenta anche a nome del nostro attuale gestore di luce o gas, perché in ogni caso il contratto che ci verrà rifilato sarà economicamente più pesante per le nostre tasche. —





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