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«Navigazione fluviale e Po In Italia problema culturale»

Andrea Vaccari
«Navigazione fluviale e Po In Italia problema culturale»

Decima edizione per la Borsa del turismo con 24 tour operator al workshop Al convegno il punto sui problemi: manca una polizia del fiume e troppe burocrazie

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Guastalla. La Borsa del turismo fluviale e del Po ha tagliato il traguardo delle dieci edizioni. Ieri il cuore dell’evento – promosso da Confesercenti Emilia Romagna, Unione dei Comuni Bassa Reggiana, Camera di Commercio di Reggio Emilia, Apt Servizi Emilia Romagna, Destinazioni Turistiche Emilia e Romagna con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, Enit, Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia e dei diversi Comuni coinvolti nell’evento – si è svolto a Guastalla, dove si sono incontrati decine di tour operator internazionali e sono stati organizzati diversi eventi collaterali.

L’INIZIATIVA

Obiettivo dichiarato è quello di costruire e rafforzare il prodotto turistico fluviale e del Po, stimolando le imprese locali a organizzare la propria proposta turistica in riferimento ai trend del mercato, facendo conoscere i valori dei territori e le attrattività turistiche ai tour operator nazionali e internazionali, mettendo in contatto domanda e offerta di questo particolare segmento di turismo e promuovendo le tipicità, la storia, le tradizioni e le bellezze dei territori bagnati dai fiumi italiani e dal Po.

Uno degli appuntamenti più interessanti dell’intera kermesse si è svolto nella Sala dell’Antico portico, dove il tema trattato è stato quello della navigazione. Coordinati dal vicesindaco di Guastalla Ivano Pavesi, a fare da relatori si sono alternati diversi esperti, che hanno fornito il proprio punto di vista su un argomento che, quando si parla di Po, è sempre di stretta attualità. Un dato, in particolare, è emerso dai racconti dei protagonisti: la navigazione fluviale in Italia è ancora sottosviluppata rispetto agli altri paesi europei dove, per contro, questa risorsa viene da anni sfruttata come risorsa turistica e commerciale. Le esperienze di Vitaliano Daolio, gestore dell’acquario del Po di Motta Baluffi e Giuliano Landini, comandante della motonave Stradivari, hanno evidenziato le problematiche legate al turismo e alla burocrazia – dettate dal frastagliato “panorama” governativo del grande fiume, regolato da leggi di quattro regioni diverse – nonché all’assenza di una vera e propria polizia fluviale, istituita invece da tempo all’estero. A chiudere, l’intervento di Ivano Galvani, responsabile Aipo per la navigazione.

«In Italia – ha affermato – su questo aspetto c’è un problema culturale. Non c’è infatti un’adeguata visione della risorsa fluviale: il commercio e il turismo via fiume potrebbero creare posti di lavoro e offrire opportunità. Ma siamo abituati a prendere in considerazione il Po solo quando crea problemi con le piene». Tutti spunti, questi, ha sottolineato Pavesi, che possono rappresentare il punto d’avvio di una discussione costruttiva per il rilancio del Po.

LE TRATTATIVE

La prima parte della mattinata si era invece concentrata sul workshop commerciale, durante il quale si sono incontrati gli operatori della domanda e dell’offerta, con 24 tour operator coinvolti. I buyers specializzati presenti provenivano da Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia, Scandinavia, Spagna, Svizzera e Ungheria, interessati a commercializzare, tramite i propri cataloghi e portali turistici, vacanze “slow” declinate su cicloturismo, vacanza attiva, passeggiate a cavallo, enogastronomia tipica, trekking e contatto con la natura nelle terre del Po. Ma la Borsa non è soltanto trattativa commerciale: nell’ambito della manifestazione si è puntato al coinvolgimento degli enti locali e delle istituzioni del territorio, con momenti di presentazione e promozione delle loro ricchezze culturali, ambientali ed enogastronomiche.

I NUMERI

In questi primi dieci anni il workshop ha visto la partecipazione di quasi mille operatori turistici del territorio (1242 per l’esattezza), che hanno incontrato 187 buyers della selezionata domanda nazionale e internazionale provenienti non solo dall’Europa ma anche da Cina e Usa.

In particolare le precedenti edizioni della Borsa hanno registrato, a dimostrazione concreta dell’interesse dell’iniziativa, oltre 21mila contatti commerciali, per un giro d’affari stimato in 8,3 milioni di euro. —

Andrea Vaccari

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