Gazzetta di Reggio

Reggio

NOTTE DI FUOCO in via ghisleri  

Rogo doloso a Roncocesi devasta un’azienda agricola

Ambra Prati
Rogo doloso a Roncocesi devasta un’azienda agricola

Crolla il tetto, edificio inagibile: diversi macchinari distrutti dalle fiamme Vigili del fuoco e Scientifica al lavoro: «È il nono episodio, non è un caso»

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Un altro incendio di grandi proporzioni ha semidistrutto un fabbricato deposito di un’azienda agricola, impegnando ben quattro squadre dei vigili del fuoco per l’intera nottata. Stavolta però, poiché sono stati appurati due distinti punti d’innesco, si fa strada con forza l’ipotesi dell’origine dolosa. Ed è stata aperta un’indagine, condotta dalla squadra di polizia giudiziaria del 115 e dalla Squadra Mobile, con rilievi di entrambi gli esperti sul posto, per approfondire questo episodio, ultimo di una serie di incendi in diversi Comuni della provincia che hanno comun denominatore il fatto di essere avvenuti ai danni di aziende agricole proprietarie di mezzi.

L’allarme è scattato all’una di notte, quando diversi residenti in via Arcangelo Ghisleri hanno riferito che si levavano alte lingue di fuoco e fumo nero da uno stabile situato al civico 13. Sul posto è arrivata a sirene spiegate una prima squadra dei vigili del fuoco di Reggio, ben presto raggiunta da due autobotti e dai colleghi di Sant’Ilario d’Enza, per un totale di una decina di uomini.

L’incendio difatti si è rivelato esteso, con la particolarità che le fiamme si sono propagate da due punti diversi, distanti una quarantina di metri l’uno dall’altro: il fabbricato ed una tettoia sotto la quale era parcheggiato un trattore giallo. Nell’immobile si trovavano al pianterreno dei macchinari agricoli (trattori, trebbiatrici, ruspe ed altre attrezzature), mentre il piano superiore era adibito a fienile e conteneva poche rotoballe.

Le operazioni di spegnimento sono state lunghe e difficoltose. I vigili del fuoco hanno lavorato per otto ore per contenere l’incendio e per evitare che si propagasse. Le fiamme hanno divorato gran parte dell’immobile, provocando ingenti danni: il tetto è crollato quasi per intero e sono rimaste in piedi solo le mura esterne. Tanto che il casolare è stato dichiarato inagibile. Solo alle 8 di ieri mattina, smassato il materiale e messa in sicurezza l’area, gli uomini di via della Canalina hanno dichiarato chiuso l’intervento.

A quell’ora però è subentrata la squadra di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco specializzata in roghi dolosi – preceduta, durante la notte, dalla scientifica della polizia di Stato –, per repertare campioni e stilare un rapporto.

«L’incendio doloso è un’ipotesi – ha precisato l’ingegnere Antonio Sgrò, funzionario addetto all’emergenza del Comando dei vigili del fuoco – Quello che pare strano è che si è trattato del nono rogo di grosse proporzioni avvenuto nel Reggiano in imprese e aziende agricole con macchinari». L’ultimo una settimana fa a Reggiolo, nell’azienda agricola Vallone di via Berna, ha impegnato i pompieri per ben cinque giorni. «Non lavoravamo così tanto dai tempi dell’incendiario di Gavassa. Non può essere un caso. Perciò abbiamo voluto approfondire, rimanendo sul posto fino alle 10». L’indagine è condotta dalla Squadra Mobile.

Il fabbricato è di proprietà degli eredi di Franco Attolini, morto all’improvviso nel novembre scorso e titolare dell’azienda agricola contoterzista: all’azienda appartengono i veicoli agricoli che eseguono i lavori sui campi su richiesta dei privati. —



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