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dopo il riesame 

Assessori e sostenitori a casa di Carletti dopo la scarcerazione

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REGGIO EMILIA. Andrea Carletti ha passato il suo secondo giorno di libertà – dopo l’arresto ai domiciliari scattato il 27 giugno scorso – per cercare di ritrovare un po’ di tranquillità. Già venerdì, dopo la revoca dei domiciliari, il sindaco di Bibbiano ha potuto riaprire la porta della sua casa di Borzano, ad Albinea, per accogliere amici e amministratori. Tra questi c’è stata ad esempio Paola Togni, sindaca facente funzione a Bibbiano. Vicinanza al sindaco – sospeso nella sua funzione amministrativa dalla Prefettura – anche dal Pd locale. Dopo quasi tre mesi si è infatti attenuata la situazione cautelare del sindaco, che è passata all’obbligo di dimora.

Per ora Carletti sembra aver scelto la linea del silenzio. Il tribunale della Libertà, pur accogliendo in parte il ricorso della difesa, ha sottolineato come non sia venuto meno ancora adesso il pericolo di reiterazione dei reati di abuso di ufficio e falso, nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi dei minori in Val d’Enza.

Dagli atti, secondo i giudici, emerge infatti da parte di Carletti «la volontà di proseguire la sua carica di sindaco di Bibbiano con un metodo di azione volto alla mera realizzazione di fini politici, indifferente alle regole e alla normativa sottostante».

In particolare Carletti avrebbe dimostrato una «politica sociale che lo vedeva paladino dei diritti dei minori abusati, tuttavia incurante delle modalità con cui tale nobile scopo era attuato, anche a costo di eludere la normativa in materia e di finalizzare l’impiego di denaro pubblico al suo progetto». —

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