Gazzetta di Reggio

Reggio

Dai cannoni al gregge. La scelta di Renato pastore a Vallisnera

Luca Tondelli
Il pastore Renato Poletti, 73 anni, al centro, insieme alle escursioniste di “Mangia Trekking”
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Il pastore Renato Poletti, 73 anni, al centro, insieme alle escursioniste di “Mangia Trekking”

Ventasso, Poletti era tornitore alla Oto Melara, è tornato sul Crinale . L’incontro con “Mangia Trekking”: «Una vita consigliabile»

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VENTASSO. Ha scelto la pace invece della guerra. Di tornare nel suo territorio d’origine, l’Appennino, a Vallisnera, per fare il pastore invece di restare in Liguria, alla Spezia, dove ha vissuto per tanti anni, e dove ha lavorato come tornitore alla Oto Melara, una delle aziende big nella produzione di armamenti, oggi confluita in Leonardo-Finmeccanica.

Una bella storia quella di Renato Poletti, 73 anni, e della sua famiglia, raccolta nell’ambito del progetto dei cammini tra i parchi del mare e d’Appennino, promosso dall’associazione turistica “Mangia Trekking”, in collaborazione con gli enti del territorio. Un progetto che non vuole essere semplicemente di scoperta dei luoghi, ma anche delle persone che lì vivono. In questi giorni, nell’ambito delle attività denominate “Sulle antiche vie della transumanza”, alcuni appassionati dell’associazione sono andati a incontrare Poletti di Vallisnera, che insieme alla sua bella famiglia, la moglie Nicoletta, il figlio, la nuora, e i nipoti Stefano e Giulia, unitamente ai suoi cani Ugo e Betty, con il suo gregge trascorre estate e inverno tra Vallisnera di Sopra e di Sotto.

In un territorio che prende il nome dall’antica famiglia dei Vallisneri, che lì aveva ricchi possedimenti, una terra caratterizzata da verdi pascoli e da due piccoli agglomerati con case in pietra addossate una all’altra, alle pendici del monte Ventasso, l’affabile e sorridente Renato è stato contento di conoscere e intrattenersi con il gruppo “Mangia Trekking”, a cui ha raccontato sia le sue esperienze trascorse, sia alcuni particolari della sua vita quotidiana in montagna: dalla mungitura, alla preparazione di ricotte e formaggi. A suo giudizio, oggi «il gregge e i cani rappresentano una vita lavorativa attuabile, e un modo sano di vivere nella natura, ricco di emozioni, e autonomo. Una scelta di vita possibile e consigliabile». Così, nel congedarsi da Renato, gli amici di Mangia Trekking hanno convenuto che «raccontare esempi di vita come il suo, oggi come un tempo, sono il miglior “strumento” per promuovere e valorizzare la vita sui crinali appenninici». —

 

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