Aziende agricole e ambiente Progetto da 1,5 milioni di euro
Si chiama “Life agricolture”, contro il dissesto e la corretta gestione dei reflui Le buone pratiche delle attività dei territori montani saranno sostenute
Castelnovo Monti. Nei giorni scorsi a Pavullo nel Frignano (Modena), è stato presentato un progetto che coinvolge il territorio e diverse imprese dell’Appennino, tra le quali numerose del territorio reggiano.
Il progetto europeo si chiama “Life Agricolture” e ha l’obiettivo di coinvolgere le aziende agricole appenniniche, non solo come realtà produttive, ma intese come veri e propri “angeli custodi” del territorio, da sempre in lotta per contrastare i mutamenti climatici e lo spopolamento delle zone più decentrate e implementare un nuovo modello, sostenibile e replicabile in altri territori, di governance locale dell’ambiente, per sviluppare azioni pianificate e realizzare sistemi agro-ambientali a salvaguardia del carbonio organico del suolo.
IL PROGETTO
Il progetto è coordinato, nel ruolo di capofila, dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e coinvolge il Consorzio della bonifica Burana, il Centro ricerche produzioni animali (Crpa) e il Parco nazionale dell’Appennino. È stato presentato da Giovan Battista Pasini presidente dell’Unione Comuni del Frignano, Domenico Turazza direttore generale del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, Francesco Vincenzi presidente nazionale di Anbi e del Consorzio della bonifica Burana, Fausto Giovannelli presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Giuseppe Veneri presidente del Centro ricerche produzioni animali. Sono intervenuti anche diversi responsabili tecnico-agronomici dei vari enti, tra cui Aronne Ruffini, dirigente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, e le conclusioni dei lavori sono state a cura di Simona Caselli, assessore ad Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna.
IL FINANZIAMENTO
Il progetto “Life Agricolture” ha valore economico complessivo di circa 1 milione e 500 mila euro, finanziato dall’Unione Europea per oltre 830 mila euro, e prevede un ruolo attivo di quindici aziende agricole delle aree appenniniche di Modena, Reggio e Parma, che verranno remunerate per i loro servizi ecosistemici. Il modello organizzativo potrà essere replicato in altre zone dell’Appennino e se i dati, come si spera, saranno positivi potrebbe essere esteso al resto dell’Unione Europea.
Le “buone pratiche” che verranno implementate con azioni dimostrative nel corso di tre anni, riguarderanno, tra le altre cose, anche la gestione efficiente dei reflui zootecnici, l’applicazione di rotazioni colturali e di pratiche di agricoltura conservativa, oltre a eventuali sistemazioni idraulico-agrarie.
«Il nostro Consorzio – sottolinea Domenico Turazza – come capofila ringrazia tutti i partner che partecipano a questo straordinario progetto Life, volto a ridurre le emissioni e incrementare la fertilità dei suoli nelle aree dell’Appennino. Con soluzioni innovative di ricerca agronomica aggiornate, e non con tecnologie costose, si possono ottenere dati essenziali per poter partecipare al processo di lotta ai mutamenti climatici, coinvolgendo soprattutto le “sentinelle del territorio montano” ovvero le imprese agricole». «Questi progetti – conclude Simona Caselli – hanno un valore globale e la regione Emilia Romagna sarà al fianco dei partner con entusiasmo. Presentare nella Giornata della mobilitazione per il clima un progetto che in modo organico va nella direzione dell’agroecologia e che unisce attenzione all’ambiente, sviluppo e condivisione con le imprese agricole e lotta al dissesto è una concomitanza non casuale». —
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