Gazzetta di Reggio

Reggio

remo ramon dalmonte 

«Farò ancora il vino su Lenin e Stalin Il centrosinistra si deve vergognare»

2 MINUTI DI LETTURA





«È gravissimo che i partiti di centrosinistra appoggino cose di questo tipo. Intollerabile: possono fare tutti i discorsi che vogliono, ma l’Urss ci ha rimesso milioni di morti per liberarci dal nazi-fascismo. Se adesso tutti sono democratici è grazie ai comunisti. Noi però continueremo a berle». Si accalora decisamente Remo “Ramòn” Delmonte, conosciuto produttore di due particolari tipologie di lambrusco, il “Rosso Stalin” e il “Rossissimo Lenin”, finite spesso alla ribalta della cronaca nazionale: un vino che viene realizzato per gli amici del centro di poesia, arte e cultura Medardo Rosso di Montecavolo, che suo malgrado potrebbe trovare il biasimo informale dell’Europa, dal momento nella risoluzione si legge che si «esprime inquietudine per l’uso continuato di simboli di regimi totalitari nella sfera pubblica e a fini commerciali e ricorda che alcuni paesi europei hanno vietato l’uso di simboli sia nazisti che comunisti». I vini prodotti da Delmonte non hanno finalità commerciale, ma solo simbolica. Ed proprio il valore simbolico della risoluzione a far infuriare Delmonte, anche perché votata da molti esponenti Pd, compreso qualche emiliano: Bartolo, Benifei, Bonafè, Calenda, Chinnici, Cozzolino, Danti, De Castro, Ferrandino, Gualmini, Moretti, Picierno, Pisapia, Tinagli .

Facile capire da che parte stia Delmonte: «I comunisti sono stati in prima fila contro i nazifascisti, inutile dire “cazzate”. Questa risoluzione è stata messa in piedi dall’estrema destra fascista per vendetta, a distanza di anni. Mi sorprende che sia stata appoggiata anche dal centrosinistra. È davvero intollerabile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google