Il Comune smista a quattro avvocati le cause già affidate a Santo Gnoni
La decisione del segretario Carbonara sul dirigente, in ferie dopo l’inchiesta e vicino alla pensione
REGGIO EMILIA. Il Comune distribuisce a un pool di avvocati gli incarichi finora seguiti da Santo Gnoni, dirigente del Servizio Legale attualmente in ferie e prossimo alla pensione, uno dei 15 indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Reggio sulle presunte irregolarità in appalti e nomine che ha portato il 13 giugno scorso la guardia di finanza a un vasto giro di perquisizioni che ha coinvolto soprattutto il municipio, appena qualche giorno dopo il ballottaggio delle ultime Amministrative.
È quanto emerge da tre differenti provvedimenti dirigenziali – ovviamente del tutto slegati all’inchiesta – firmati dal segretario generale, Roberto Maria Carbonara, che nell’ambito della rotazione straordinaria disposta dall’amministrazione sulla base di una recente delibera Anac ha assunto la guida dell’Avvocatura comunale proprio al posto di Gnoni.
Ricorsi al Tar, appelli al Consiglio di Stato e cause pendenti davanti ai tribunali civili di Reggio Emilia e di Roma. Sono sei in totale i contenziosi contenuti nei documenti che passeranno di mano, perché – si legge nei provvedimenti – «l’avvocato Santo Gnoni è attualmente in congedo ordinario, in attesa dell’imminente collocamento in pensione, e non può pertanto portare a compimento l’incarico conferito».
Cristina Bongiorni, Francesca Ghirri, Berenice Stridi, Annalisa Corradini. Sono questi gli avvocati ai quali l’amministrazione comunale ha deciso di affidare le singole cause in passato assegnate a Gnoni, che – sempre per questioni non inerenti all’inchiesta – ha presentato il 24 luglio un ricorso al Tar contro il Comune, impugnando «le modifiche e integrazioni del regolamento dell’avvocatura comunale di Reggio Emilia».
Quanto all’inchiesta, invece, al momento è rimasta alla fase di indagini e nei confronti di Gnoni non sono stati notificati altri atti. Ma ogni periodo di ferie è stato documentato al pm. «Sull’inchiesta abbiamo la massima fiducia negli inquirenti – afferma Liborio Cataliotti, avvocato difensore di Santo Gnoni – lo abbiamo detto sin dall’inizio e continuiamo ripeterlo. È stato mio il consiglio di farlo mettere in ferie. Era in un certo senso inevitabile, visto che è la legge a dire che ci sarebbe stata la rotazione. E le ferie consentono da un lato di evitare possibili contestazioni riguardanti reiterazioni, permettendo quindi di svolgere le indagini più serenamente, da un altro lato consentono alla macchina comunale di poter continuare il suo funzionamento, permettendo all’Autorità anticorruzione del Comune, rappresentata dal segretario comunale, di prendere le decisioni necessarie di sua competenza».
Per Cataliotti, «è una questione tecnica ma non solo: credo che sia anche un modo per essere collaborativi con la Procura e dimostrare rispetto all’indagine stessa, anche se resto convinto che sul piano amministrativo non ci sia nessuna irregolarità e che i sei appalti contestati siano assolutamente regolari. Un consiglio che posso dire si è rivelato apprezzabile e giusto». —
E.Spa.
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