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Il giallo dell’auto incendiata e dei rapporti con Picciafuoco

E.Spa.

Condannato in primo grado e assolto definitivamente in Cassazione Nel processo Stato-Mafia i retroscena degli incontri della Primula Nera  

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Condannato in primo grado per la strage ma poi assolto in Cassazione nel ’97. E con rapporti documentati di una frequentazione con Bellini. I rapporti della Primula Nera con Sergio Picciafuoco, presente il 2 agosto 1980 in stazione a Bologna, sono uno degli elementi su cui la Procura Generale ha ottenuto dal gip la revoca della sentenza di archiviazione, con cui nel 1992 Bellini uscì di scena dalle indagini e dai successivi processi per la strage del 2 agosto. Rapporti sui quali ora i legali di parte civile hanno accesso i riflettori attraverso la memoria presentata alla Corte, emersi anche nel processo Stato-Mafia, dove la Primula Nera è stata sentita come testimone in merito alla cosiddetta seconda trattativa delle opere d’arte. In una informativa della Dia del 7 giugno 1996 è presente una «scheda biografico-criminale di Bellini», in cui si legge che la Primula Nera risultava «indagato per la “strage di Bologna” e poi prosciolto, per rapporti con Picciafuoco Sergio e con Delle Chiaie Stefano». Di quest’ultimo, leader di Avanguardia Nazionale morto il 9 settembre, Bellini ha sempre negato una conoscenza diretta. Sui rapporti con Picciafuoco parlano anche Diego Di Gregorio e Mario Serafini, il primo luogo tenente della Finanza in servizio alla Dia dal 1990 al 1997, il secondo generale in pensione.

«Allora, c’è un episodio in data 10/10/90 che riguarda Paolo Bellini, estremista di destra già appartenente ad Avanguardia Nazionale – spiega il generale, specificando che il suo è un racconto a memoria – Bellini la notte tra il 10 e l’11/10/90 ha subìto il furto dell’auto di proprietà della moglie. L’autovettura veniva poi rinvenuta completamente distrutta da un incendio. L’11/10/90, in tarda mattinata, giungeva a Reggio Emilia l’estremista Sergio Picciafuoco, che il mattino successivo veniva notato salire a bordo di una autovettura Fiat ... Questa vettura su cui si trovava Sergio Picciafuoco era intestata alla sorella del Paolo Bellini. Alla guida di questa autovettura c’era un uomo. Veniva poi appurato che Picciafuoco aveva trascorso tutta la mattinata nel 12/10/90 con il Bellini». Per il generale, «non risulta che indagini condotte in proposito abbiano portato a chiarire esaurientemente l’episodio, né ad individuare il nesso che date le circostanze, le coincidenze temporali sono decisamente singolari, potrebbe esservi stato tra il furto dell’autovettura rinvenuta completamente distrutta e l’incontro tra Bellini e Picciafuoco». È anche sulla base di questo racconto che la Procura Generale parla di una «trama di oscuri rapporti», fra Bellini e Picciafuoco. Fra i due, nel ’90, è noto un tentativo di scambio di armi, quando durante il soggiorno a Reggio, Picciafuoco chiede telefonicamente un incontro a Bellini per avere una pistola. Bellini non si presenta, temendo che la registrazione in albergo possano causargli guai. Picciafuoco, testimone voluto dalla parte civile, è stato già sentito a gennaio nel processo all’ex Nar, Gilberto Cavallini, ribadendo che la sua presenza a Bologna era casuale. —

E.Spa.

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