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Investe un coetaneo dopo la lite: condannato

E.L.T.
Investe un coetaneo dopo la lite: condannato

Il 20enne, arrestato per lesioni aggravate, ha patteggiato un anno e due mesi. Decade l’accusa di omissione di soccorso

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BIBBIANO. Ha investito a bordo di una 500 un coetaneo dopo una lite, procurandogli ferite e un’operazione per sistemare uno zigomo fratturato. Dopo l’investimento è andato via lasciando il rivale a terra, soccorso da ambulanza e carabinieri, che sono risaliti all’aggressore, arrestato e ora condannato per lesioni aggravate. Una sentenza giunta ieri in tribunale a Reggio Emilia, dove il giudice Chiara Alberti ha stabilito un patteggiamento a un anno e due mesi, mentre è stato assolto dall’accusa di omissione di soccorso.

La violenta lite è avvenuta lo scorso giugno, alle prime ore del mattino, nei pressi di un maneggio. Una contesa partita quando un gruppo di amici si è ritrovato per passare la serata insieme. Per motivi da chiarire, due giovani hanno iniziato a discutere animatamente. In un attimo, i due ragazzi sono passati dalle parole alle mani. Ed è da lì che un 20enne di Albinea, Cristiano Di Micco, sarebbe stato colpito da un pugno in faccia, e a quel punto è salito a bordo della propria auto, una Fiat 500, ha investito volontariamente il contendente, un 20enne ucraino, per poi fuggire.

Allertati dagli amici dei due, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Reggio Emilia sono intervenuti assieme all’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118, proveniente dall’ospedale di Montecchio, così come l’automedica. All’arrivo dei sanitari, il ventenne, immobile e accasciato a terra, presentava, in particolare, un forte trauma allo zigomo sinistro. Visto la gravita della situazione e l’auto in fuga, i militari hanno raccolto le testimonianze degli amici rimasti sul posto. Sono state decisive le immagini delle telecamere situate vicino al centro del paese, che hanno consentito di identificare il 20enne fuggito a bordo della Fiat 500. A quel punto sono stati avviati i controlli da parte dei carabinieri, in collaborazione con la polizia municipale della Val d’Enza e delle Terre Matildiche. Nel pomeriggio il giovane di Albinea, dopo essersi confidato con i suoi genitori, è andato in caserma con padre e madre mettendosi a disposizione dei carabinieri. I militari hanno eseguito le verifiche che vengono effettuate in questi casi, sul tasso alcolemico e tossicologico. Di fronte alle testimonianze e ai filmati registrati, i carabinieri hanno arrestato il 20enne per i reati di lesioni personali dolose aggravate. I militari avevano anche sequestrato la Fiat 500 del giovane per verificare i danni e l’impatto. —

E.L.T.

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