Dopo il crac si liquida In vendita attrezzature e le case sul Garda
REGGIO EMILIA. L’ultima procedura di vendita è andata in scena l’11 luglio scorso in tribunale a Reggio, dove il liquidatore Giorgio Pellacini ha pubblicato altri quattro immobili costruiti tempo addietro da Coopsette sulle rive del lago di Garda. Lì la coop collassata sotto il peso di un passivo da 790 milioni di euro, aveva investito 200 milioni di euro per creare un resort turistico, travolto nel 2013 da un’inchiesta della procura di Brescia. Il luglio scorso c’è stata quindi l’udienza per la valutazione delle offerte che, come per tutti gli immobili, partivano da un prezzo assai più basso rispetto a quanto la coop di Castelnovo Sotto aveva probabilmente in mente di venderli. La stessa valutazione parla ad esempio di un appartamento di 65 metri quadri nell’edificio chiamato ex vescovado, con un prezzo base di 165mila euro ma con un’offerta minima di 117mila euro, vale a dire il 75% del prezzo base. Al di là della procedura, la questione resta l’erosione di quel patrimonio che prima della liquidazione coatta del 2015, era considerato capiente e a prova di tempesta. Ma Coopsette, la più grande di tutte le coop, è comunque finita in frantumi. Il passivo multimilionario ha inghiottito 580 posti di lavoro e 10 milioni di prestito sociale.
I soldi da restituire ai creditori sono quindi tanti e alle vendite fruttuose di alcuni rami aziendali sono seguite quelle di immobili fino a quelle di attrezzature rimaste in carico alla coop. Il lavoro di Pellacini continua quindi senza sosta, pur sapendo che la strada verso il termine della liquidazione resta ancora impervia. —
E.L.T.
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