Gazzetta di Reggio

Reggio

Il compleanno della Regia: una festa per ottomila

Nicolò Valli

Tanti gli spettatori che assieme alla vittoria sul Carpi hanno voluto celebrare il secolo di vita della squadra

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REGGIO EMILIA. Un compleanno coi fiocchi.

La Reggiana spegne cento candeline, e lo fa nel modo migliore battendo il Carpi e rimanendo nelle zone alte della classifica. E’ la festa di una città, di un popolo che ha saputo soffrire e che ora si gode il compleanno della propria squadra in un clima impensabile fino a qualche tempo fa. 7774 gli spettatori presenti al match, in una serata destinata a entrare di diritto nell’almanacco granata. Diverse le autorità che non hanno voluto perdersi questo evento storico: presenti in tribuna l’ex presidente del consiglio Romano Prodi, il sindaco Luca Vecchi, l’assessore allo sport Raffaella Curioni, il probabile nuovo socio Carmelo Salerno, oltre al numero uno del Carpi Stefano Bonacini.

La lunga serata si apre in anticipo, con la squadra accolta al “Città del Tricolore” da due ali festanti che affiancano il pullman tra cori e torce. L’atmosfera è da brividi, sicuramente all’altezza di categorie più nobili. Prima della partita scorre sul maxischermo il video dell’ormai celeberrimo gol di Futre alla Cremonese, in un Mirabello gremito e colmo d’entusiasmo. Bei tempi, pensano in tanti, ma le intenzioni di patron Amadei sono quelle di tornare in tempi recenti a riviverle. Si guarda al passato e si sogna il futuro, ma nel frattempo il presente si chiama Carpi.

“Scende in campo la Regia” sembra preannunciare che manchi poco all’inizio delle ostilità, ma è con lo storico inno a pochi istanti dal calcio d’inizio che il pubblico si scalda: «Siamo di Reggio, siamo i più forti» canta tutto lo stadio. La coreografia dell’ingresso in campo coinvolge Curva Sud e Distinti: “Da 100 anni il nostro orgoglio”, lo striscione srotolato dalle Teste Quadre; “Un amore lungo 100 anni”, completa il Gruppo Vandelli. In entrambi i settori è ben visibile una gigantografia del marchio del club, finalmente tornato a casa dopo l’anno di purgatorio col simbolo della Reggio Audace. Fumogeni bianco e rossi accompagnano il tutto e si alzano in cielo, quasi a voler coinvolgere simbolicamente i tantissimi appassionati che non sono più su questa terra, ma che si staranno sicuramente godendo dall’alto la festa della propria squadra del cuore. Un ripiego difensivo di Marchi dopo solo due minuti esalta ulteriormente il pubblico, che va in apoteosi col vantaggio al 18’ del bomber numero 11. Qualcuno storce il naso per le maglie bluagrana, ma altri rispondono prontamente che le divise più belle sono quelle di quando si vince. Del resto la squadra vince e convince, così all’intervallo sono applausi scroscianti per la truppa di Alvini. E mentre Spanò e compagni rifiatano e caricano le energie per i secondi 45 minuti, il palcoscenico durante la pausa è tutto riservato alle Veccchie Glorie. Guidati dal segretario Simonelli, scendono in campo coloro che con qualità, serietà e attaccamento ai colori hanno fatto la storia di questo club: da Passalacqua a Mossini, da Zandoli a Zanutta, passando per Eberini, Nando De Napoli e Max Esposito. Fino ai più recenti Nuzzo, Alessi, Catellani, Rupolo. Presente anche l’allenatore dello scorso campionato Mauro Antonioli, oltre all’inseparabile duo La Rosa-Tedeschi. Inevitabile, nel classico giro di campo, il coro “Chi non salta è un parmigiano”, prima della foto ricordo davanti a quelli che sono stati e sono tuttora i loro sostenitori. Il raddoppio di Scappini a metà ripresa è il sigillo di una notte da incorniciare. C’è ancora da soffrire, ma il più ormai è fatto. “Farò quel che potrò per la mia Regia”, intona la Sud con una splendida sciarpata, prima di chiudere con “Tanti auguri, AC Reggiana”, dimostrando una volta di più la passione pulsante per questa squadra. —

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