Reggio Emilia eccelle nella lotta contro il cancro: in calo i tumori e i tassi di mortalità
Lucia Mangone, responsabile del Registro dell'Ausl-Irccs: «Le campagne di sensibilizzazione stanno funzionando»
REGGIO EMILIA. Il cancro rimane un incubo che affligge l’inconscio collettivo e angoscia i malati e i loro familiari. Tuttavia non sono un miraggio la prevenzione, che funziona diminuendo di anno in anno la probabilità di esserne colpiti, e le cure che continuano ad abbassare la mortalità del male. Lo dimostra la nona edizione del rapporto delle associazioni mediche Aiom e Airtum sull’incidenza dei tumori e sulla sopravvivenza dei pazienti a cinque anni dalla diagnosi, presentato lunedì a Roma al ministero della Salute.
Il miglioramento generale trova riscontro a livello locale. L’Emilia-Romagna è la regione italiana con i più alti tassi di sopravvivenza e la nostra provincia eccelle, evidenziando un calo sensibile e costante delle nuove diagnosi di tumore, eccezion fatta per quello della mammella, che peraltro è sostanzialmente guaribile in quasi nove casi su dieci. In particolare Reggio si distingue per il trattamento del cancro del colon-retto, che garantisce una sopravvivenza a cinque anni del 70,2%, molto superiore al dato nazionale (64,6%).
I dati provinciali vengono raccolti ed elaborati da Lucia Mangone, responsabile del Registro tumori dell'Ausl-Irccs e membro del Gruppo di coordinamento tecnico-scientifico del Registro tumori della Regione. La dottoressa Mangone è stata presidente nazionale dell’Airtum, carica ricoperta una volta anche da Maurizio Ponz De Leon, già preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Unimore.
Il registro reggiano delle neoplasie è molto avanzato, essendo aggiornato al 2017, mentre quello nazionale è fermo al 2014. Quindi le cifre complessive fornite lunedì dal ministero sono il frutto di una stima relativa all’anno in corso, che vedrebbe circa 371mila nuovi casi di tumore contro i 373.200 del 2018 (194.800 uomini e 178.500 donne), quando però furono stimate 4.300 diagnosi in più rispetto al 2017.
«Confrontando i dati nazionali con quelli della provincia di Reggio – sottolinea Lucia Mangone – emerge un quadro incoraggiante. Nel 2017 nella nostra provincia sono state compiute 4.200 nuove diagnosi di tumore, circa 200 in meno rispetto al 2016. Si conferma quindi anche a Reggio il trend in diminuzione dei tumori come nel resto d’Italia. La riduzione dei tumori indica che le campagne di sensibilizzazione di prevenzione primaria (non fumare, fare attività fisica e mangiare correntemente frutta e verdura) nella nostra provincia stanno funzionando. La elevata adesione agli screening oncologici e la disponibilità di cure all’avanguardia nella nostra provincia rendono ragione della buona sopravvivenza a cinque anni dei tumori. Reggio è tra le province con le più alte percentuali di sopravvivenza per tutte le sedi (gli organi colpiti dalla malattia, ndr). L’incidenza delle neoplasie mostra un calo sia negli uomini che nelle donne, per tutte le sedi, per il colon-retto in entrambi i sessi e per la prostata e il polmone negli uomini. Nelle donne, invece, è in lieve aumento il tumore della mammella e della tiroide come nel resto d’Italia».
Le neoplasie più frequenti registrate a Reggio coincidono con quelle più comuni in Italia, ma con valori diversi. Negli uomini al primo posto troviamo la prostata con il 18%, meno che nell’insieme della nazione, dove si registra un 19%, al secondo il polmone (15% come in Italia) e al terzo il colon-retto (11% rispetto al 14% dell'Italia).
Seguono la vescica (10%), lo stomaco (5%), il rene (4%), il fegato, il pancreas e il melanoma (3%) e il linfoma non Hodgkin (2%). Nelle donne al primo posto viene la mammella con il 29% (in Italia 30%), seguita da colon-retto 8% (in Italia 12%) e polmone 6% (in Italia 12%). Si riscontra, inoltre, il 5% per tiroide e utero, il 4% per pancreas e stomaco, il 3% per ovaio e melanoma, il 2% per il rene. I dati regionali sono altrettanto soddisfacenti.
L’Emilia-Romagna, prima in Italia, precede la Toscana e il Veneto per la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, che è pari al 56% per gli uomini e al 65%per le donne. Si colloca al 13esimo posto per incidenza di tumori negli uomini e al quarto posto per le donne (dopo Friuli, Lombardia e Veneto). La nostra regione registra un sensibile calo nell'incidenza delle patologie tumorali: meno 2,3% all'anno tra gli uomini e meno 0,9% tra le donne, in particolare per il tumore del colon (meno 8,8%) e della prostata (meno 3,6%).
È diminuito significativamente anche il tasso di mortalità per tutti i tumori: meno 2,4% all'anno negli uomini e meno 1,3% nelle donne. Grazie all’adesione allo screening del colon-retto oggi la regione è al terz’ultimo posto per incidenza della neoplasia tra gli uomini, al quart’ultimo per le donne. La nostra è la regione con i tassi di sopravvivenza più elevati sia per tutti i tumori (62,4%) che per le singole patologie, fino all'89% per il tumore alla mammella. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi commentano con soddisfazione: «Ancora una volta il nostro sistema sanitario regionale pubblico dimostra la sua forza, dalla cura alla prevenzione, fino alla ricerca, grazie a tutti coloro che vi lavorano facendone ogni giorno una eccellenza».
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