Una notte dedicata alla scienza reggiana
Torna domani in città l’iniziativa “Notte dei ricercatori” Più di 300 studiosi porteranno i loro lavori fra i cittadini
La tradizionale “Notte dei ricercatori” illumina quest’anno in modo particolare la sede reggiana di Unimore. Lo ha confermato ieri mattina il rettore Angelo Andrisano, presentando a Modena – in collegamento diretto con il centro E-learning di viale Allegri – il programma della manifestazione che si propone di portare la scienza fra i cittadini.
L’appuntamento è per domani e si sviluppa in un centinaio di iniziative organizzate da più di 300 ricercatori dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia in otto diversi emblematici ambienti, luoghi nei quali verranno ospitati incontri interattivi, laboratori, giochi e dimostrazioni. «È un esempio tangibile della nostra terza missione – ha precisato il rettore dell’ateneo – perché riunisce le attività realizzate dall’università per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società attraverso la valorizzazione della conoscenza. Ed è anche la dimostrazione tangibile della volontà di avvicinare cittadini, giovani e bambini all’affascinante mondo della ricerca condividendo con loro, in modo semplice, l’oggetto e la natura dei nostri studi».
Al suo fianco i docenti Gianluca Marchi e Lorenzo Bertuccelli, che si sono poi soffermati sul valore di un incontro che apre alle città ospitanti le sedi accademiche (116 nella nostra penisola) e che può essere di indubbio aiuto nell’orientamento allo studio delle nuove generazioni di studenti.
Da Reggio è intervenuto il pro-rettore Riccardo Ferretti, che ha elencato i particolari dell’edizione 2019 che si aprirà con la proclamazione dei dottori di ricerca. «La manifestazione – ha precisato Ferretti – si realizza grazie alla fondamentale collaborazione con il territorio e si svolge in un’area della città molto importante per il futuro, il Parco innovazione delle Reggiane. Un luogo ricco di memorie ed oggetto di una radicale riqualificazione. Fra il Tecnopolo e il Capannone 18 si potranno scoprire le attività della ricerca accademica e quella delle aziende più innovative che qui hanno scelto di insediarsi. Un Paese che non investe in ricerca è rassegnato al declino».
Il delegato alla “Terza missione” della sede reggiana, il professore Pellicciari, ha infine segnalato alcune ricerche in corso nei laboratori reggiani, spaziando dai rischi dell’inquinamento per la salute alla preparazione dei cibi (cottura, impiego delle microalghe, cattura, allevamento e consumo di animali a sei zampe).
Ferretti e Pellicciari hanno menzionato inoltre le ricerche nel campo della sicurezza e dell’automazione, partendo dalla collaborazione fra uomo e robot per arrivare alla riduzione degli inquinanti e dei consumi energetici negli impianti di produzione, alla plastic free. Tutto ciò nella stretta collaborazione di gruppi interdisciplinari e con l’appoggio e il sostegno delle imprese più avanzate.
La Notte dei ricercatori sarà dunque una finestra aperta al futuro, che consentirà agli studiosi di dialogare con un pubblico vasto e variegato che verrà così messo a contatto con il fascino della scoperta e della scienza applicata. —
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