Gazzetta di Reggio

Reggio

vittima una ventenne reggiana 

Accusato di violenza sessuale «Rovinati 35 anni di lavoro»

Ambra Prati

Il posturologo, sospeso per un anno dall’attività professionale, si difende Il suo avvocato: «Spero che venga fatta presto chiarezza sulla vicenda»

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«Trentacinque anni di lavoro inoppugnabile rovinati in due secondi». Carlo Robuschi, 58 anni, il posturologo sospeso dalla professione per un anno perché accusato di violenza sessuale da una paziente ventenne, non ha aggiunto altro. Il che è comprensibile, «vista la delicatezza della vicenda e ciò che è stato azzardato nei miei confronti», ha concluso amaramente l’interessato. Il posturologo si è limitato a commentare in questo modo, lasciando trapelare profondo rammarico, l’accusa a suo carico, che dovrà trovare riscontro in sede processuale.

La difesa

Intanto il professionista sanitario – con doppio studio a Reggio in via Che Guevara e un altro in via Verdi a Parma – ha dovuto interrompere l’attività professionale, con grande sorpresa da parte dei pazienti abituali che definiscono l’esperto – non propriamente un medico, poiché non esiste un titolo universitario corrispondente, bensì con una professionalità simile al fisioterapista – come un kinesiologo rinomato, in grado di risolvere problemi alla schiena e alla rachide cervicale a tanti reggiani che in questi anni si sono rivolti a lui.

La medesima cautela l’ha osservata anche l’avvocato difensore, Leonardo Pastori del Foro di Parma.

«Mantengo il riserbo assoluto – spiega – perché non mi sono ancora stati notificati gli atti e non mi è stato possibile visionare il fascicolo della Procura. Stiamo facendo le valutazioni del caso. Posso solo evidenziare che si tratta di una misura cautelativa in attesa che venga fatta chiarezza su una vicenda con parecchie lacune». Il legale ha anche sottolineato che, in tanti anni di servizio, è la prima accusa del genere mossa al suo assistito e per di più da parte di una sola paziente. In attesa che venga fissata la data del procedimento giudiziario la prossima mossa spetta alla difesa, che potrà chiedere una misura alternativa per il posturologo incensurato.

la vicenda

L’indagine della Procura di Parma, eseguita per competenza dalla Squadra Mobile della città ducale e coordinata dal pm Fabrizio Pensa che martedì scorso ha ottenuto la misura, è partita nel marzo scorso, quando una ventenne residente in città ha sporto denuncia alla Squadra Mobile della questura.

La ragazza, dolorante per un colpo di frusta rimediato in un incidente stradale insieme alla madre, si è rivolta al posturologo sottoponendosi ad una prima visita nello studio reggiano, che si è svolta senza anomalie. Invece nelle successive due visite (il 6 e 9 marzo scorso) nello studio di Parma, dove il professionista le aveva chiesto di recarsi perché disponeva di più tempo, secondo la paziente il 58enne avrebbe compiuto veri e propri atti sessuali quali toccamenti alle parti intime.

La prima volta la paziente, incredula, ha pensato di aver frainteso quelle manovre. Alla terza visita del 9 marzo, però, il giorno stesso la giovane si è confidata con la madre e con il fidanzato, realizzando di aver subìto delle avances estranee ad una cura. Ai poliziotti la madre della vittima ha consegnato gli slip della figlia: il materiale biologico rimasto sull’indumento, comparato con il Dna del posturologo, sarebbe risultato pienamente compatibile. Inoltre la ventenne, che è stata giudicata attendibile, avrebbe riconosciuto il professionista durante una seduta fotografica. —



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