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Angeli e Demoni, l’Unione ora ha deciso «Saremo parte civile nel processo»

Angeli e Demoni, l’Unione ora ha deciso «Saremo parte civile nel processo»

I sindaci affidano l’incarico all’avvocato Valeria Miari: «Noi siamo parte offesa, stiamo riorganizzando tutti i servizi sociali»

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo l’intenzione di tener fede all’impegno assunto coi cittadini, di costituirci parte civile come Unione Val d’Enza nell’ambito del processo che prenderà avvio dall’inchiesta denominata “Angeli e Demoni” e, a tal proposito, è stato conferito all’avvocato Valeria Miari l’incarico di tutelare gli interessi dell’ente, come parte offesa da reato. Dopo il consiglio straordinario dell’Unione, abbiamo pensato di calendarizzare anche momenti di incontro e ascolto con la cittadinanza sui temi legati al servizio sociale, iniziative in corso di progettazione da parte del coordinamento degli assessori al sociale dei Comuni della Val d’Enza». Con queste parole i sindaci dell’Unione Val d’Enza (composta da Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, San Polo e Sant’Ilario d’Enza) intervengono per mettere in luce le azioni intraprese, da quando si è costituita la nuova giunta, per rafforzare l’Unione Val d’Enza e per riorganizzare il Servizio Sociale, travolto dallo scandalo affidi.

Alla luce dell’inchiesta in corso, dall’Unione ricordano che si è provveduto alla sostituzione, con contratti a tempo indeterminato, della responsabile del Servizio minori e della responsabile Ufficio di Piano «per garantire un ripensamento delle modalità di lavoro dei servizi sociali». Non solo. I sindaci ricordano che sono stati licenziati i lavoratori coinvolti nell’inchiesta, «i cui comportamenti hanno gravemente contravvenuto al disciplinare degli enti pubblici». Si è deciso inoltre che, i sindaci della Val d’Enza, a rotazione siano presenti presso la sede dell’Unione a Barco di Bibbiano, «in modo da essere vicini al personale e agevolare il raccordo tra staff tecnico e organi politici». Fra le azioni messe in campo, anche diversi incontri: con il Tribunale dei Minori di Bologna, con i lavoratori e con i sindacati dei lavoratori, «tutti finalizzati a definire nuove modalità di funzionamento dei servizi capaci di garantire più trasparenza e dinamicità».

Le ulteriori azioni saranno promosse nell’immediato futuro. Fra queste, l’individuazione di una figura di coordinamento dell’Unione e l’avvio di un percorso di riorganizzazione generale, a cominciare dalla nomina del nuovo comandante della Municipale (che sarà individuato entro la metà di ottobre), organo a sua volta al centro di un ulteriore inchiesta giudiziaria.

«Crediamo – concludono i sindaci – che l’Unione possa divenire strumento capace di cogliere opportunità importanti in termini di collaborazione, gestione associata dei servizi, gestione economica e pianificazione, opportunità capaci di cambiare in meglio la vita delle persone che vivono in Val d’Enza, come già accade da anni in tanti distretti della nostra regione. Affinché anche in Val d'Enza si possa arrivare a questi risultati occorre ripensare l’organizzazione dell’Unione che ad oggi ha mostrato fragilità organizzative e funzionali. Le azioni che abbiamo messo in campo in questi mesi, pur travolti da difficoltà enormi e vicende drammatiche, e quelle che abbiamo in previsione di attivare, vanno in questa direzione. Siamo determinati a voltare pagina per ridare ai nostri servizi credibilità e autorevolezza perché li vogliamo capaci di divenire alleati insostituibili per i concittadini». —

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