Bianco: «Svolta dimensionale diventiamo player nazionali»
Raggiunta la leadership nei territori del nord-ovest la multiutilty punta ora ad allargare il perimetro per raccogliere più clienti
MILANO. Iren non vuole cambiare pelle ma cambierà di certo dimensioni. Ad annunciarlo ieri con convinzione è stato l’autore del suo piano di sviluppo da qui al 2024, Massimiliano Bianco, amministratore delegato che inquadra il nuovo piano industriale come la leva che farà passare l’azienda da operatore territoriale a nazionale e in grado di «competere con i migliori player». L’azienda, fortemente legata ai suoi territori di “origine” - Reggio, Torino, Genova, La Spezia, Parma e Piacenza - sta quindi per affrontare un nuovo e rilevante salto dimensionale tramite una nutrita campagna di acquisti cercando clienti anche fuori dal suo perimetro dopo aver già raggiunto la «leadership del Nord Ovest».
Prima però i fondamentali: tra gli obiettivi c’è il raggiungimento di un margine operativo lordo superiore al miliardo di euro entro il 2024, 200 milioni in più rispetto al 2018, e investimenti in rialzo da 3 a 3,3 miliardi, con un utile atteso al 2024 di 300 milioni. Un piano che guarda anche agli azionisti con l’aumento della cedola dai 9,2 centesimi per azione del 2019 ai 14,9 centesimi nel 2024. Un balzo, basato - come detto ieri da Bianco - sulla «crescita sostenuta dagli investimenti», che si focalizzeranno su «reti, ambiente, energia e mercato», ma anche sulle acquisizioni. «Iren ha in cantiere 10-15 transazioni, alcune delle quali possono essere molto promettenti» e potrebbe chiuderne «da 2 a 4 nel 2020», ha aggiunto. Tra queste c’è quella più rilevante per valori, il 100% di Sorgenia, che si potrebbe chiudere già «entro l’anno» ma che è ancora in salita. «Pensiamo - ha spiegato il manager - che possa essere compatibile con il nostro modello di business». «In termini strategici - ha detto - ci siamo convinti negli ultimi mesi della bontà dell’operazione» e «dal punto di vista geografico la presenza territoriale nelle rinnovabili di Sorgenia potrebbe per noi essere complementare per diventare un player nazionale». Ma il vero boccone resta la valdostana Cva, leader delle centrali idroelettriche, che per Iren è «l’obiettivo numero uno». Secondo Bianco «potrebbe essere complementare per farci diventare un player primario nelle rinnovabili». Là, però, c’è da mettere d’accordo l’amministrazione pubblica che ha il 100% della società. —
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